martedì 21 ottobre 2008

LICENZIATELI TUTTI !!!



LETTERA APERTA


Dalla lettera del compagno Enrico Corso, emergono gli affanni, per altro espressi nelle sedi opportune, che stanno lacerando il silp palermitano.
La condivisione di quella lettera mi avrebbe potuto portare facilmente (e giustamente) a evidenziarne i contenuti e sovraccaricarli, ma ho continuato, spero e penso degnamente, a rappresentare questa O.S. sia sul posto di lavoro che nelle varie commissioni di cui mi onoravo di fare parte.

Ma è evidente che i problemi e il malcontento aumentavano e ciò è stato amplificato da una scarsa o peggio inesistente pianificazione nell’affrontare la situazione; l’esempio lampante, l’ultimo di una serie di errori, è stata la presunzione di poter fare a meno di chi ogni giorno fronteggia l’amministrazione e vive a contatto con i lavoratori, organizzando un’assemblea alla stradale il cui esito è stato molto imbarazzante.

In casi simili, credevo e auspicavo un compattamento seguito da un’analisi degli errori, per ripartire e prendere spunti al fine di evitare altre e peggiori conseguenze. Invece si esautorano i propri delegati informando l’amministrazione del licenziamento degli stessi, senza considerare paradossalmente che, il vero licenziamento, è stato operato dai lavoratori della stradale disertando in toto l’assemblea e quindi prendendo pubblicamente le distanze dal silp.

Mai avrei pensato, considerato i presupposti e i valori, che si potesse arrivare a certe bassezze giudicando e condannando preventivamente un dirigente sindacale sulla base dei suoi rapporti di amicizia e non per valutazioni politico-sindacali.
Di fatto il Silp palermitano eliminava suoi delegati estromettendoli dai loro compiti istituzionali in virtù di un’amicizia, ignorando che scelte sindacali diverse mai potrebbero scalfirla.

La cosa che più mi addolora è che Il Silp a Palermo era diventato un faro, un modello, unico portatore di innovazioni metodiche, giunto a disarticolare un sistema sindacale basato sul corporativismo arroccato su posizioni individualistiche miranti ad un egoismo economico ed un accumulo di privilegi, giustificati da un non meglio precisato compito di difesa del “re”.
Da troppo tempo questo non è più il Silp a Palermo e questo perché “esterne ingerenze” e “conversioni parallele”” ne hanno fatto un'altra cosa; ridurre al silenzio le teste pensanti ha portato a tutto questo, in quanto un contraddittorio aspro, acceso ma pur sempre costruttivo, argomentando le proprie tesi a sostegno di una dialettica politico-sindacale che tende alla crescita, lo scambio di pareri, opinioni magari opposti al pensiero unico, certo crea tensioni, ma può far nascere la consapevolezza che al “diverso” si può guardare con fiducia e, che non esiste solo il recinto che ci siamo creati nella nostra mente e quindi far vacillare le certezze acquisite in anni di monologhi.

“……. Un uomo intelligente si troverebbe spesso in imbarazzo senza la compagnia di qualche sciocco.…………”, da questi non avrà mai contrapposizione ma solo asservimento o peggio pavidi comportamenti di chi accetta il “licenziamento” in attesa di essere ripescato appena passa la piena, giustificando tale inqualificabile comportamento come maturità politica e spirito di servizio al sindacato.

È triste vedere oggi il Silp, non più quel modello progressista, riformista ed innovatore, in un momento socio-politico come quello di oggi che vede una maggioranza cancellare anni di lotte e conquiste sindacali a colpi di decreti legge e che con una informazione appiattita e complice, nasconde i veri problemi sociali del paese somministrando oppio tramite isole dei famosi, grandi fratello e veline….

Mentre un siffatto scenario ci appare, il Silp palermitano non trova di meglio che scimmiottare sul malcostume di ottobre, partecipando (fingendo di denunciarla) alla “sagra dei problemi della Polizia di Stato” decapitando di fatto una Segreteria in un momento in cui, invece, doveva rafforzarsi e lanciare segnali di unità e compattezza senza isolare e/o estromettere le punte di eccellenza.

Non sono un grande sindacalista, non cerco il consenso a tutti i costi estorcendolo o invogliandolo con champagne e lustrini ma, sicuramente, sono un uomo libero con idee ed ideologie chiare e limpide e fino a quando “……..non considereremo il colore della pelle come il colore degli occhi……..” non smetterò mai di lottare.
Palermo 21 ottobre 2008

Roberto Fallucca
già Segretario di base Comp. Stradale
già Responsabile politiche sicurezza lavoro
già Componente Direttivo P.le

1 commento:

Cibus ha detto...

se quello alto è Roberto non si capisce chi è l'omino... piccolo piccolo