martedì 22 ottobre 2013
più forti.. insieme..
LETTERA DI BENVENUTO AL SIAP
a GALLO Angelo e GESONE Renato,
Segretari dimissionari UGL
I conti tornano. La matematica è una scienza esatta: non è ammesso bluffare. Abbiamo avuto comunicazione e per la verità c’è lo aspettavamo della lettera in cui pubblicamente alla luce del sole, i Segretari UGL GALLO Angelo e GESONE Renato si dimettevano irrevocabilmente da Segretari Provinciali dell’UGL. Sembra che tanti altri dell’UGL stiano seguendo l’esempio.
Per non disperdere l’esperienza maturata sul campo, hanno bussato alla porta del SIAP: siamo stati felici di accoglierli. Non hanno chiesto incarichi, non abbiamo chiesto, quanti colleghi rappresentassero. Ci interessa fare un altro ragionamento. Il Sindacato con la S maiuscola è un’associazione che opera nell’interesse dei colleghi, la porta dell’accoglienza è sempre aperta. L’importante è riconoscersi e ritrovarsi nei valori, nei principi irrinunciabili e condividere la progettualità. Il Sindacato non è partigianeria o chi è partigiano è migliore perché esibisce il bottoncino che altri hanno creato per lui. Le ideologie sono cose d’altri tempi. La guerra è finita. Il muro di Berlino è caduto. Nel Sindacato di Polizia tentare l’aggregazione con il collante ideologico significa essere scollegato con i problemi reali dei colleghi. Ecco perché i conti tornano e solo con l’emarginazione dell’integralismo ci siamo ritrovati a condividere programmi e progettualità con un pezzo sostanzioso dell’UGL!!!
Il SIAP rivendica nello spirito confederale la sua Autonomia decisionale e in quella libertà radica quella forte richiesta di una maggiore giustizia sociale: I tempi sono molto difficili, non passa giorno che la crisi economica e finanziaria non imponga le sue leggi ferree e questo ha creato disagio al nostro lavoro e al reddito delle nostre famiglie.
A tutela di ciò ci siamo impegnati a scrivere la nuova pagina del Sindacato assieme a tutti gli uomini di buona volontà che si riconoscono nel SIAP e nel SIAP conducono le battaglie per la difesa dei diritti dei colleghi!
Il Sindacato è un’associazione piramidale, dove il fulcro non è il Segretario Generale bensì il singolo iscritto, che vota e decide: si chiama democrazia. Quando manca il consenso i conti non tornano: ci si dispera, si cercano scorciatoie, si capovolge l’ottica con palesi storture. Il Dirigente sindacale cerca di si ricavarsi una sua nicchia alle spalle degli iscritti!!! Ciò aggiunge, giustamente sfiducia e dissenso del lavoratore.
Noi il benvenuto lo diamo di cuore, perché lo sentiamo veramente, non abbiamo bisogno di case madre o matrigne di riferimento che ci accompagnano passo passo, che ci controllano, che ci guidano, come se fossimo portatori di handicap!!
NOI crediamo di valere esattamente quanto rappresentiamo, perché riteniamo che l’aggregazione, l’unione vera, senza ipocrisia sia la strada maestra per gli anni avvenire, se veramente vogliamo tutelare efficacemente i diritti del poliziotto!!!!
Benvenuti a nome di tutto il SIAP!!!
Palermo 22/10/2013
Il Segretario Generale
(Salvatore COMO)
sabato 19 ottobre 2013
Palermo
8 ottobre 2013
LETTERA
APERTA A LEONARDO RIZZUTO
già SEGRETARIO GENERALE SILP X
LA CGIL PALERMO
Ho
letto con molta attenzione la Tua lettera aperta in cui annunciavi
pubblicamente, con coraggio, la sofferta decisione di dimetterti
irrevocabilmente da Segretario Generale della Silp x la CGIL di
Palermo.
Le
Tue
motivazioni di lasciare per sempre la “casa madre” fugano ogni
dubbio di una scelta maturata in un contesto dove ancora oggi, si fa
finta di non capire che le ideologie sono crollate e si tenta di
utilizzarne le risacche, come collante per quel mancato impegno
sociale e politico teso al bene comune. Mi viene in mente la
tristezza di ogni crepuscolo: come
gli ultimi irriducibili soldati giapponesi che continuano a
combattere ignorando che la 2° guerra mondiale era finita!
Si
fa finta di non vedere che storici partiti politici sono scomparsi
altri si sono mescolati, altri continuano a mescolarsi: chi avrebbe
mai pensato ad un Governo ALF-ETTA?
Mi
ha particolarmente colpito la Tua affermazione “C'era
una sola via da percorrere: andare avanti! Andare oltre, cercare,
trovare e pretendere di condividere percorsi, idee comuni e battaglie
con chi, ispirandosi al mondo confederale, ha praticamente fatto
questo ogni giorno.
Io,
noi abbiamo
scelto il SIAP di Palermo.
Amici e
compagni che tutti insieme abbiamo avuto modo di apprezzare per ciò
che facevano e come lo facevano...”.
Caro
Dino, i principi e i valori non negoziabili fanno parte della
sensibilità del SIAP, fanno parte della storia di un Sindacato che
rivendica nello spirito confederale la sua Autonomia decisionale e
proprio in quella autonomia radica quella forte richiesta di una
maggiore giustizia sociale, madre di tutte le battaglie di cui il
SIAP si è reso protagonista in questi anni.
Questa
è la nuova pagina del Sindacato che insieme continueremo a scrivere!
La
tutela della Sicurezza è un tema caro ai politici, salvo poi
osservare il Sindacato denunciare che “i
poliziotti sono figli di tutte le opposizioni e orfani di tutti i
Governi !!!”
NOI
ci onoriamo di rappresentare i diritti dei colleghi, di condurre con
la forza delle nostre IDEE le battaglie che riteniamo giuste a tutela
dell’intera categoria. Nessuna rinuncia, nessuna delega a chi fa il
Sindacalista di professione o a chi dietro il paravento della
Sicurezza sieda, in nome e per conto dei poliziotti ai tavoli
paritetici a giocare partite in cui i destinatari sconoscono la posta
e le finalità!
Con
questa comunanza di intenti ti do a nome di TUTTO IL SIAP,
Provinciale, Regionale e Nazionale il più caloroso benvenuto e il
più sincero apprezzamento personale per il fatto che ti sei messo in
gioco, hai lasciato il certo per l’incerto, cominciando a
rappresentare il SIAP dal primo gradino, da Segretario di Base del
posto di lavoro!
Benvenuto
Dino!!
Il
Segretario Generale
(Salvatore COMO)
giovedì 26 settembre 2013
E venne il tempo..
LETTERA
APERTA di:
Dino
RIZZUTO
Segretario
Generale dimissionario di Palermo SILP x la CGIL
Carissimi colleghi, amici e
compagni,
E' con una grande sofferenza, ma
con convinzione e determinazione che oggi scrivo a tutti voi la
presente lettera aperta. Abbiamo condiviso un percorso insieme, fatto
di fatiche e soddisfazioni. Sapete tutti come sono andati gli eventi.
Dapprima la mia protesta per il taglio dello straordinario, che
ponendo l'accento sul “mancato” intervento della confederazione a
tutela di quei poliziotti che dice di voler rappresentare, ha
evidentemente dato molto fastidio, toccando nervi scoperti e
producendo una reazione tanto scomposta quanto esemplificativa dello
stato delle cose.
Mi si rivolgevano accuse di basso,
bassissimo livello. Ma con la piena coscienza del fatto che il libero
pensiero sociale riesca a dare molto fastidio a chi ne ha fatto
istituzionalmente un cavallo di battaglia, ho tentato di proseguire
sulla via maestra del rispetto dei diritti. La cose non cambiavano.
Aver rimproverato alla classe dirigente palermitana della Cgil di non
occuparsi di più dei Poliziotti forse lasciava emergere ferite e
contraddizioni violente. Mi avviliva l’insensibilità proprio di
quella parte sindacale che dovrebbe essere propugnatrice di una
maggiore giustizia sociale, di intestarsi battaglie di tutte le
categorie rappresentate, comprese quelle delle Forze di Polizia, al
di là delle pregiudiziali ideologiche!
In questo avevamo creduto e in
questo i poliziotti di sinistra si erano riconosciuti!
Ma ho scoperto la vera
contraddizione: la CGIL nei fatti non riconosce l’autonomia
decisionale delle scelte alla SILP a tutela della categoria dei
poliziotti. Da casa madre a casa patrigna!
Forse e senza forse a questi
interessava di più piazzare alcuni saltafossi di sindacati di
Polizia ai vertici del Silp, imponendoli (e non ci sono neppure
riusciti) ad una base che ha dovuto resistere a lungo e con tenacia
per evitarne l'imposizione. Qualcuno tempo fa diceva: “La
storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la
seconda come farsa”. Adesso comunque ogni via é
spianata. Qualcuno palesemente confonde gli interventi che dovrebbero
essere fatti, con queste non meglio definibili ingerenze! Lo sapete,
lo sapete tutti, ho provato a resistere, ma ho dovuto fare i conti
con avversari inattesi, mossi da chissà quali mire “poltronistiche”.
In una battaglia a distanza in cui
si fronteggiano almeno 2 o 3 diversi gruppi, spalleggiati da padrini
più o meno confederali, essere libero, intellettualmente
indipendente, imponeva un dazio altissimo da pagare! Diventato un
peso per tutti, ho preso la decisione che già conoscete delle
dimissioni irrevocabili.
Il Sindacato é idea, passione..
impegno sociale e politico, nel senso più nobile. Significa andare
tra la gente, trovare una unità assoluta di intenti, tra i singoli
individui, tra le singole categorie e muoversi insieme verso il bene
comune. Mi sono guardato attorno, vi invito con il cuore a fare lo
stesso. Cosa significa oggi avere una idea? Credere in qualcosa?
Andare in piazza, prendersi uno spazio sociale, rivendicare con forza
una prepotente appartenenza a quel mondo che non potevamo più
ignorare? Me lo sono chiesto e ce lo siamo chiesti in tanti. C'era
una sola via da percorrere: andare avanti! Andare oltre, cercare,
trovare e pretendere di condividere percorsi, idee comuni e battaglie
con chi, ispirandosi al mondo confederale, ha praticamente fatto
questo ogni giorno.
Io,
noi abbiamo scelto il SIAP di Palermo. Amici e compagni che
tutti insieme abbiamo avuto modo di apprezzare per ciò che
facevano e come lo facevano.
Avevo già annunciato che non
sarei stato né il figlioccio né il servo stupido di nessuno, meno
che meno il terzo segretario generale del Silp palermitano pronto a
scomparire nel nulla dopo aver assolto al compitino. Oggi eccoci qui,
più motivati che mai. Oggi scriveremo insieme una nuova pagina
del Sindacato a Palermo. La storia di un Sindacato che rivendica
nello spirito confederale la sua autonomia decisionale, che si
riconosce cioè in una confederalità unitaria.
Palermo 26/09/2013
Leonardo
RIZZUTO
lunedì 26 agosto 2013
Luci Blu nel cuore della notte
RICEVIAMO E ORGOGLIOSAMENTE PUBBLICHIAMO UNA LETTERA DI UN NOSTRO DIRIGENTE SINDACALE, UN POLIZIOTTO VERO..
"Metti che nel cuore di una notte come tante, un manipolo di poliziotti colga sul fatto due ladri perpetrando il loro ennesimo crimine a danno dell'ennesima ignara famiglia. Metti che i ladri provano a scappare ed i poliziotti li prendono lo stesso, rischiando anche di farsi male. Metti che la gente del quartiere, svegliata dalle lucine blu, di due auto bianche e blu, si affacciano, vedono che due ladri sono stati presi e spontaneamente inizia l'applauso. Metti che passano le ore, tra atti, fogli di carta che mancano, stampanti che non funzionano e comunicazioni varie che nonostante tutto avvengono lo stesso, mentre intanto si é fatto giorno e i poliziotti non hanno preso neanche un caffè, sono svegli da 24 ore ormai... Metti che arriva il momento, il poliziotto ha preso il ladro. Arriva la sentenza: Andare un giorno alla settimana a firmare un brogliaccio in un ufficio di polizia.. Passano le ore, i ladri sorridono, i poliziotti non si reggono più in piedi dalla stanchezza... I ladri sono praticamente liberi, i poliziotti devono ancora tornare in caserma e finire le loro scartoffie.. Un poliziotto guadagna 1350 euro al mese, il ladro fa capire che in ogni casa ne prende almeno 2000... Ma sapete una cosa? Non riusciamo a scoraggiarci. Forse domani notte loro saranno ancora in giro a tentare di commettere i loro crimini, ma adesso sanno che troveranno ancora sempre e comunque noi a metterci l'anima, il corpo e la vita stessa, per difendere ciò che non é nostro.. Figli di ogni opposizione e orfani di ogni governo, ma maledettamente orgogliosi di ciò che siamo.
Scusa, ho sonno, vorrei andare a dormire adesso.. Non voglio firmarmi, sono uno dei tanti.. in un giorno come tanti.."
G. Lombardo
sabato 6 luglio 2013
LETTERA APERTA A TUTTI I COLLEGHI:
I POLIZIOTTI RICORDANO I POLIZIOTTI
Caro Collega,
Come ben sai tra qualche giorno ricorrerà la data del 19 luglio.
Non un semplice giorno per noi, ma una ricorrenza sacra.
Sangue innocente sparso da una esplosione devastante urla ancora da via D'Amelio.
Cinque di noi, hanno varcato le porte dell'eternità in un istante solo: Agostino Catalano, Emanuela Loi , Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Si chiamavano così, si chiamano ancora così.
Sono entrati nell'immortalità attraverso il ricordo imperituro che é rimasto nel cuore e nell'animo di tutti i poliziotti.
Non erano semplicemente "la scorta", come a voler racchiudere cinque universi in una dicitura senza profondità di storie. Cinque vite spezzate. Cinque strappi, cinque esistenze in frantumi. Cinque famiglie devastate, mogli vedove, figli orfani… erano, sono e saranno sempre i nostri eroi.
Per loro, per tutto questo e per tutto quello che diremo, quest'anno in via D'Amelio i poliziotti ricorderanno i poliziotti. il 19 LUGLIO IL SIAP SARÀ lì, TUTTO IL GIORNO, SILENZIOSA PRESENZA, davanti a quell'albero che odora di libertà.
Per loro, per tutto questo e per tutto quello che diremo, quest'anno in via D'Amelio i poliziotti ricorderanno i poliziotti. il 19 LUGLIO IL SIAP SARÀ lì, TUTTO IL GIORNO, SILENZIOSA PRESENZA, davanti a quell'albero che odora di libertà.
Ci rivolgiamo a te perché porti cucita sulla pelle la loro stessa divisa, perché nelle tue vene scorre il sangue che reclama verità e giustizia per quei cinque ragazzi, per quei cinque sogni spezzati.
Non importa la tua qualifica, il tuo ruolo le tue varie appartenenze, ci importa solo che quel giorno stiamo insieme, perché oltre il ricordo, ciò che conta veramente é fare memoria e la memoria, quando é sana, unisce e non divide.
Il 19 luglio Ti spettiamo in via D’Amelio, esserci é e sarà un dovere di tutti!
Palermo 6 luglio 2013
SIAP PALERMO
Segreteria Provinciale SIAP Palermo, tel./fax 091/6569773
giovedì 4 luglio 2013
Via D'Amelio..
Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a morire in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Si chiamavano così, si chiamano ancora così. Sono entrati nell'immortalità attraverso il ricordo imperituro che é rimasto nel cuore e nell'animo di tutti i poliziotti. Non erano semplicemente "la scorta", come a voler racchiudere 5 universi in una dicitura senza profondità di storie.
Cinque vite spezzate. Cinque strappi, cinque esistenze in frantumi. Cinque famiglie devastate, mogli vedove, figli orfani.. Erano sono e saranno sempre i nostri eroi.
Per loro, per tutto questo e per tutto quello che diremo, quest'anno in via D'Amelio i poliziotti ricorderanno i poliziotti. il 19 LUGLIO SAREMO Li', TUTTO IL GIORNO, SILENZIOSA PRESENZA, davanti a quell'albero che odora di libertà.
Vi spettiamo li', esserci é e sarà un dovere di tutti!
SIAP PALERMO
martedì 18 giugno 2013
VENTI
DEL NORD
Titolo
tratto da una soap opera francese
Soffiano
forti i primi venti del Nord a Palermo. Scendono giù dalla Capitale
e spazzano via molto di quello che era e portano via quel poco che
rimane. Tempo pazzo direbbe lo sprovveduto presentatore delle notizie
meteo.. tempo pazzo!! Acquazzoni capitolini, come acque dello Stige,
cancellano impegni, memorie e qualche volta la buona volontà.
Ma
che succede a Palermo in questi giorni di tempo pazzo? Cosa accade
alla gestione dell'Ordine Pubblico e dei servizi di intelligence
deputati al suo mantenimento? In questi giorni é davvero difficile
comprenderlo.. Ma andiamo ai fatti:
Il
signor Questore chiede (GIUSTAMENTE) la presenza di uomini della
DIGOS
per strada, perché con la loro risaputa capacità di interloquire
con i manifestanti, con la loro opera di incessante e consapevole
mediazione ed il bagaglio accumulato nel tempo, con lo spirito di
sacrificio ed abnegazione, con la sempre puntuale e precisa presenza
sugli scenari di crisi cittadina stemperano, evitano e quasi sempre
eliminano le più pericolose situazioni di tensione sociale che
possono sfociare in scontri aperti con le forze dell'ordine e
danneggiamenti vari, sempre mettendoci la faccia e spesso rischiando
in prima persona che il trascendere della collera e della
disperazione della gente (anche questa legittima) non li travolgano e
li espongano a rischio diretto della loro stessa incolumità.
Ma
questo il Questore lo sa e tanto ne é la prova il fatto che la
presenza della DIGOS
viene richiesta e, possiamo dirlo senza ombra di smentita, apprezzata
e pubblicamente lodata.
Ma
a che prezzo? A costo zero? Peggio: con debiti, oneri e spettanze che
neppure lui sa se e come questi verranno saldati. E qui speriamo
davvero di essere smentiti.
Sull'intelligence
di Palermo il Questore applica un taglio di 800 ore di straordinario.
Ma non é un taglio su ciò che dovranno fare. Peggio, molto peggio:
é un taglio abominevole ed inaccettabile di ciò che é stato invece
già fatto! Quegli uomini potevano stare altrove e fare altro, erano
lì Signor Questore, erano in piazza a fare ciò che la Questura
chiedeva loro di fare. Li avete tenuti ore ed ore a subire soffrire e
sentire di tutto e come vengono premiati? Così semplicemente
privandoli di qualcosa che é già loro, del GIUSTO
compenso per ciò che per sua volontà hanno fatto.
Non
troviamo parole Signor Questore.
Sono
questi gli strumenti che lei intende dare al Dirigente della DIGOS
per fargli fronteggiare quelle emergenze che, frutto della crisi,
potremmo trovarci a dover fronteggiare nei prossimi giorni e nei
prossimi mesi??
Certo
se nei prossimi mesi i venti romani dovessero indirizzare altrove i
suoi pensieri, magari questi potrebbero non essere problemi suoi, ma
vede Signor Questore, noi amiamo questa città, amiamo questa gente e
difenderemo sempre i nostri colleghi. Gli uomini della DIGOS,
i SUOI uomini della DIGOS,
non hanno auto efficienti, le loro auto traballano, tremano,
imbrattano i loro abiti con la fatiscente carrozzeria che stinge e si
scioglie come cera al sole, senza aria condizionata. Spesso ricorrono
a turni protratti nel tempo ( e LEI lo sa perché é lei a chiederne
l'impegno) per coprire dei servizi di vitale e cruciale importanza
per il vivere civile e l'Autorità Locale di P.S. E ci perdoni, non é
mandando in O.P. gente specializzata e deputata a fare altro, anche
in maniera sicuramente ottima e proficua, come ad esempio i colleghi
della Squadra
Mobile
che si può tentare di risolvere in maniera raffazzonata questo
gravoso problema. Questa é una gestione dell'O.P. che ci lascia
molto perplessi.. troppo..
Ce
lo dica Signor Questore, ce lo dica adesso: se risorse per la tutela
e la salvaguardia dell'O.P. non ce ne saranno, se i colleghi che lei
vorrà dispiegati in piazza sapranno che il loro lavoro non sarà
adeguatamente retribuito, con quale spirito crede che saranno gestiti
questi servizi?
Per
il futuro le ribadiamo con forza che se
ai
colleghi non potrà essere garantito il GIUSTO pagamento per il
servizio reso, questi non dovranno essere impiegati in servizio. Quel
richiamo sordido e capzioso al “senso di responsabilità” che
altro non era che un malcelato tentativo di avere la “botte piena e
la moglie ubriaca” non ci può trovare d'accordo.
Ci
arrivano segnalazione di “tagli mascherati” in alcuni
Uffici della Questura….
A noi il compito di verificarli e di intervenire ad ALTRI
quello di accordarsi sottobanco, magari con uno/due trasferimenti o
con una turnazione compiacente: i colleghi sapranno giudicare!!!!!
Intanto
il Reparto
Prevenzione Crimine
continua a fare il tappabuchi: tre turni consecutivi 19/01 sul turno
in terza votato da tutti i sindacati, per fare posti di controllo
(sic!)!!!!
Per
il passato però questo non può bastare.. mesi di tagli e orette
tagliate, rosicchiate qua e là ci impongono l'ennesima azione
legale. Ne abbiamo già vinte 3 di cause contro l'Amministrazione,
qualche volta anche contro qualche compiacente pseudo-sindacato,
adesso caleremo il poker... Con o senza il vento del Nord...
Palermo
17/06/2013
La
Segreteria Provinciale SIAP
Segreteria Provinciale SIAP Palermo, tel./fax 091/6569773
giovedì 4 aprile 2013
SOLIDARIETA' DI MATTEO
SEGRETERIA PROVINCIALE SIAP PALERMO
COMUNICATO STAMPA
La Segreteria Provinciale del Sindacato
di Polizia SIAP di Palermo esprime la sua assoluta vicinanza e
solidarietà in merito alla notizia che vede oggetto di vili e
vigliacche minacce il magistrato Nino DI MATTEO.
Purtroppo ancora una volta si vuole
colpire un uomo dell'antimafia, un servitore dello Stato, un PM che
ha combattuto e combatte la mafia. La sua sensibilità, il suo
impegno, la sua professionalità, la sua competenza, la sua
coraggiosa esposizione ai rischi impongono una fortissima reazione e
un grido di allarme di tutti i cittadini onesti.
Noi rappresentiamo una categoria di
lavoratori che ogni giorno ha fatto e fa della lotta alla
criminalità, in ogni sua forma, lo scopo e la ragione del suo
sacrificio. Ma siamo, soprattutto, parte attiva ed integrante della
società civile e intendiamo far sentire la nostra voce e il nostro
impegno affinché il silenzio assordante non generi pericolosi
isolamenti.
Il Segretario Generale
(Salvatore COMO)
Il Segretario Generale
(Salvatore COMO)
Palermo 03/04/2013
Segreteria
Provinciale SIAP Palermo, tel. e fax 091/6569773
Ed ora avanti..
Sono stati mesi di dure contrapposizioni: prese di posizione, dibattiti, raccolta firme, volantinaggi (anche sotto la pioggia), la gente comune che si é stretta attorno ad un Ufficio di Polizia che era nel tempo diventato più di un ufficio, era l'incarnazione di una speranza sempre più certezza: la mafia si doveva e poteva sconfiggere. Da Bologna ad Agrigento, da Milano a Siracusa, da Trapani a Stresa, da Piacenza a Roma, Rossella, Davide, Azzurra, Giggione, Rita Dalla Chiesa, Patrick, Pino, Riccardo.. (perdonateci se al momento ci sfugge qualcuno) tutti e tutti quelli che in questo momento non ricordo, l'Italia intera ha manifestato e difeso la Catturandi di Palermo.
Oggi, con il sacrificio e l'impegno di tutti, con la consapevolezza e il parziale ravvedimento di una posizione che non poteva che rispecchiare le esigenze di un intera Questura, una città, una nazione, oggi finalmente la notizia che tutti aspettavamo:
"I COLLEGHI SONO TORNATI ALLA CATTURANDI"!!
Oggi si sono ricostituiti i nuclei base che negli anni hanno fatto tanto e tanto ancora devono e possono fare per il bene di tutti. Eleviamo di cuore il nostro grazie a chi ci é stato vicino, rassicurando che il nostro impegno continua, più forti e decisi che mai, adesso sappiamo di non essere soli, sappiamo che la società civile sana é con noi.
A quei colleghi che sono sempre rimasti silenziosi nell'ombra rinnoviamo il nostro augurio di un buon lavoro attendendo fiduciosi i risultati che siamo sicuri arriveranno!
Seguiranno ulteriori comunicazioni...
SIAP Palermo
lunedì 26 novembre 2012
Giù le mani..
ALLARME:
STANNO
SMANTELLANDO LA
“CATTURANDI” di PALERMO
Quando
si crede di aver toccato il fondo, ci si accorge drammaticamente che
si può cominciare a scavare. Credevamo di averle viste tutte alla
Questura di Palermo. Accordi Nazionali e decentrati ripetutamente
violati, colleghi umiliati e vessati con presunte storie di sicurezza
(vedasi la storiella dei parcheggi), movimenti interni con
improbabili logiche, risorse (Reperibilità, Cambi Turno,
Straordinari…) distribuite a mo' di prebenda ed in maniera tale da
causare disparità da ufficio a ufficio, anche se poi i servizi in
cui erano occupati i colleghi erano uguali..
Tuttavia
a questo proprio non potevamo arrivarci, a questa “soluzione
finale” non credevamo in nessun modo di poterci arrivare:
Questore
e Dirigente della Mobile di Palermo iniziano
a smantellare
di fatto la
CATTURANDI.
Già
la mitica CATTURANDI, squadra formata da quegli uomini sulle cui
fatiche e sacrifici si sono, anche, fondate le carriere e le fortune
di molti Dirigenti (Capi della Polizia, Vice Capi, Questori,
Dirigenti Generali e Superiori, Primi Dirigenti). Sarà un caso che
lo smantellamento di questa squadra avvenga per mano del primo che
non ci ha ricavato un ragno dal buco?
Abbiamo
ancora vive le immagini festanti della parte sana della gioventù di
Palermo adunatasi sotto la Squadra Mobile. Eravamo lì quando con
cori da stadio i giovani, che credevano possibile e volevano una
Palermo migliore, inneggiavano alla cattura di Provenzano, dei Lo
Piccolo, di Pulizzi, Adamo, Nicchi, Raccuglia.. fino all'ultimo
recente arresto in Venezuela di Bonomolo. Segno dei tempi che
cambiavano, segno di un mondo in evoluzione di una Palermo ogni
giorno più solare. Non era solo un reparto della Mobile da
incardinare in un'ottica spartitoria di risorse e compiti, é stato
ed é il segno che la mafia poteva essere sconfitta, che i suoi
mostri sacri non erano intoccabili, che vincere era possibile, che IL
SANGUE DEI TROPPI COLLEGHI CHE CI HANNO PRECEDUTO NON ERA STATO
VERSATO INVANO. Sulle fredde scrivanie dei ragionieri delle ragioni
dei conti e degli “straordinari” e delle “missioni” tutto ciò
non é valso a nulla.
Tutti
i Questori che si sono susseguiti a Palermo si sono recati presso la
Squadra Mobile per lodare, incitare e festeggiare questa o quella
impresa. Capo della Polizia e Ministri di turno andavano a rendere
omaggio con tanto di suono del campanaccio e mefisto indossato.
Dall'attuale Questore e dal Dirigente della Mobile
neppure
una telefonata
per quegli stessi uomini destinati, obtorto collo, ad altri servizi,
spostati da quell'Ufficio che era divenuto un altare su cui
sacrificare tempo, salute, famiglia, feste.. tutto insomma! Neppure
un tentativo di conciliare le posizioni. Emblema forse che i tempi
cambiano e non sempre in bene! Come dire “ieri osannati, lodati e
premiati, oggi, siccome non servite più in questa quantità,
spostati e destinati ad altro”!
Certo
ormai ci aspettiamo le probabili, ma improponibili, risposte: potrete
dirci che quasi la metà di questi rimarranno a lavorare alla
Catturandi, che non c'erano più latitanti (e Matteo Messina Denaro
chi é? Un ladro di polli? ), che non c'erano risorse.. che
comunque.. bla bla bla.. A meno che non si voglia sostenere che,
poiché oggi non ci sono grandi latitanti di mafia, non c’è
bisogno della Catturandi strutturata come è sempre stata e che a
Palermo e in tutto il Distretto di Corte d’Appello non ce ne
saranno in futuro, che, in una sola parola, “la mafia è stata
sconfitta!”
Ma
se così fosse allora il
Questore di Palermo dovrebbe suggerire
allo SCO di Roma ed al Capo della Polizia di
cancellare, per Decreto,
(perché così è stata istituita insieme ad altre poche “Sezioni
Catturandi” di Squadre Mobili d’Italia) la
“Catturandi” di Palermo, “Per
Cessata Esigenza!”
Di
fatto la CATTURANDI viene smembrata.
L'affidabilità, l'esperienza, la professionalità, i sacrifici di
alcuni dei suoi uomini e donne, proprio
mentre si sta cercando ad un tiro di schioppo l'ultimo grande
latitante,
vengono destinate altrove. Si doveva aspettare ancora un attimo. Si
deve dare la possibilità di chiudere il cerchio a quegli uomini che
hanno
avuto il gravissimo torto di essere stati troppo bravi, di avere
arrestato tutti.
Perché
Signor Questore questo non è più un problema sindacale riguardante
l’assegnazione di nuovi incarichi al personale, né tanto meno una
“semplice riorganizazione del lavoro o delle risorse”, o di
spending review “de noiartri”.
NO!!
questa
è una questione che riguarda i mezzi per la lotta alla mafia e che
quindi riguarda TUTTI I CITTADINI
Il
SIAP di Palermo non arretrerà di un passo. Chi decide di uffici come
questo decide delle speranze e delle aspettative della gente e la
gente, la Società Civile deve sapere. Nessuna telefonata ambigua
riuscirà a fermarci.
Sig.
Questore come vede, questa volta, non si tratta solo di rispetto
degli Accordi Sindacali Nazionali e Decentrati, disattesi e spesso
vilipesi, non si tratta solo dell’ossequio delle “pari
opportunità”
che ci siamo tanto sciacquati la bocca in questi anni, ma che ancora
una volta con la complicità di “maggioranze”non
ha esitato a gettare alle ortiche, questa volta si tratta della
mortificazione della dignità di uomini che a Palermo hanno fatto la
storia della lotta alla mafia, hanno costruito la carriera di molti
funzionari e costituiscono per il futuro il vero baluardo antimafia
del nostro Paese.!!!
E
noi, zitti zitti, quieti quieti, non abbiamo trovato di meglio che
soffocarla in silenzio e nell’oblio generale!
No,
sig. Questore di Palermo, questa volta l'ha fatta veramente grossa!!
Palermo
26/11/2012
LA
SEGRETERIA PROVINCIALE SIAP
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