sabato 19 ottobre 2013

Palermo 8 ottobre 2013
LETTERA APERTA A LEONARDO RIZZUTO
già SEGRETARIO GENERALE SILP X LA CGIL PALERMO

Caro Leonardo,
Ho letto con molta attenzione la Tua lettera aperta in cui annunciavi pubblicamente, con coraggio, la sofferta decisione di dimetterti irrevocabilmente da Segretario Generale della Silp x la CGIL di Palermo.
Le Tue motivazioni di lasciare per sempre la “casa madre” fugano ogni dubbio di una scelta maturata in un contesto dove ancora oggi, si fa finta di non capire che le ideologie sono crollate e si tenta di utilizzarne le risacche, come collante per quel mancato impegno sociale e politico teso al bene comune. Mi viene in mente la tristezza di ogni crepuscolo: come gli ultimi irriducibili soldati giapponesi che continuano a combattere ignorando che la 2° guerra mondiale era finita!
Si fa finta di non vedere che storici partiti politici sono scomparsi altri si sono mescolati, altri continuano a mescolarsi: chi avrebbe mai pensato ad un Governo ALF-ETTA?
Mi ha particolarmente colpito la Tua affermazione “C'era una sola via da percorrere: andare avanti! Andare oltre, cercare, trovare e pretendere di condividere percorsi, idee comuni e battaglie con chi, ispirandosi al mondo confederale, ha praticamente fatto questo ogni giorno. Io, noi abbiamo scelto il SIAP di Palermo. Amici e compagni che tutti insieme abbiamo avuto modo di apprezzare per ciò che facevano e come lo facevano...”.
Caro Dino, i principi e i valori non negoziabili fanno parte della sensibilità del SIAP, fanno parte della storia di un Sindacato che rivendica nello spirito confederale la sua Autonomia decisionale e proprio in quella autonomia radica quella forte richiesta di una maggiore giustizia sociale, madre di tutte le battaglie di cui il SIAP si è reso protagonista in questi anni.
Questa è la nuova pagina del Sindacato che insieme continueremo a scrivere!
La tutela della Sicurezza è un tema caro ai politici, salvo poi osservare il Sindacato denunciare che “i poliziotti sono figli di tutte le opposizioni e orfani di tutti i Governi !!!”
NOI ci onoriamo di rappresentare i diritti dei colleghi, di condurre con la forza delle nostre IDEE le battaglie che riteniamo giuste a tutela dell’intera categoria. Nessuna rinuncia, nessuna delega a chi fa il Sindacalista di professione o a chi dietro il paravento della Sicurezza sieda, in nome e per conto dei poliziotti ai tavoli paritetici a giocare partite in cui i destinatari sconoscono la posta e le finalità!
Con questa comunanza di intenti ti do a nome di TUTTO IL SIAP, Provinciale, Regionale e Nazionale il più caloroso benvenuto e il più sincero apprezzamento personale per il fatto che ti sei messo in gioco, hai lasciato il certo per l’incerto, cominciando a rappresentare il SIAP dal primo gradino, da Segretario di Base del posto di lavoro!
Benvenuto Dino!!

Il Segretario Generale
(Salvatore COMO)

giovedì 26 settembre 2013

E venne il tempo..



LETTERA APERTA di:
Dino RIZZUTO
Segretario Generale dimissionario di Palermo SILP x la CGIL


Carissimi colleghi, amici e compagni,

E' con una grande sofferenza, ma con convinzione e determinazione che oggi scrivo a tutti voi la presente lettera aperta. Abbiamo condiviso un percorso insieme, fatto di fatiche e soddisfazioni. Sapete tutti come sono andati gli eventi. Dapprima la mia protesta per il taglio dello straordinario, che ponendo l'accento sul “mancato” intervento della confederazione a tutela di quei poliziotti che dice di voler rappresentare, ha evidentemente dato molto fastidio, toccando nervi scoperti e producendo una reazione tanto scomposta quanto esemplificativa dello stato delle cose.
Mi si rivolgevano accuse di basso, bassissimo livello. Ma con la piena coscienza del fatto che il libero pensiero sociale riesca a dare molto fastidio a chi ne ha fatto istituzionalmente un cavallo di battaglia, ho tentato di proseguire sulla via maestra del rispetto dei diritti. La cose non cambiavano. Aver rimproverato alla classe dirigente palermitana della Cgil di non occuparsi di più dei Poliziotti forse lasciava emergere ferite e contraddizioni violente. Mi avviliva l’insensibilità proprio di quella parte sindacale che dovrebbe essere propugnatrice di una maggiore giustizia sociale, di intestarsi battaglie di tutte le categorie rappresentate, comprese quelle delle Forze di Polizia, al di là delle pregiudiziali ideologiche!
In questo avevamo creduto e in questo i poliziotti di sinistra si erano riconosciuti!
Ma ho scoperto la vera contraddizione: la CGIL nei fatti non riconosce l’autonomia decisionale delle scelte alla SILP a tutela della categoria dei poliziotti. Da casa madre a casa patrigna!
Forse e senza forse a questi interessava di più piazzare alcuni saltafossi di sindacati di Polizia ai vertici del Silp, imponendoli (e non ci sono neppure riusciti) ad una base che ha dovuto resistere a lungo e con tenacia per evitarne l'imposizione. Qualcuno tempo fa diceva: “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”. Adesso comunque ogni via é spianata. Qualcuno palesemente confonde gli interventi che dovrebbero essere fatti, con queste non meglio definibili ingerenze! Lo sapete, lo sapete tutti, ho provato a resistere, ma ho dovuto fare i conti con avversari inattesi, mossi da chissà quali mire “poltronistiche”.
In una battaglia a distanza in cui si fronteggiano almeno 2 o 3 diversi gruppi, spalleggiati da padrini più o meno confederali, essere libero, intellettualmente indipendente, imponeva un dazio altissimo da pagare! Diventato un peso per tutti, ho preso la decisione che già conoscete delle dimissioni irrevocabili.
Il Sindacato é idea, passione.. impegno sociale e politico, nel senso più nobile. Significa andare tra la gente, trovare una unità assoluta di intenti, tra i singoli individui, tra le singole categorie e muoversi insieme verso il bene comune. Mi sono guardato attorno, vi invito con il cuore a fare lo stesso. Cosa significa oggi avere una idea? Credere in qualcosa? Andare in piazza, prendersi uno spazio sociale, rivendicare con forza una prepotente appartenenza a quel mondo che non potevamo più ignorare? Me lo sono chiesto e ce lo siamo chiesti in tanti. C'era una sola via da percorrere: andare avanti! Andare oltre, cercare, trovare e pretendere di condividere percorsi, idee comuni e battaglie con chi, ispirandosi al mondo confederale, ha praticamente fatto questo ogni giorno.
Io, noi abbiamo scelto il SIAP di Palermo. Amici e compagni che tutti insieme abbiamo avuto modo di apprezzare per ciò che facevano e come lo facevano.
Avevo già annunciato che non sarei stato né il figlioccio né il servo stupido di nessuno, meno che meno il terzo segretario generale del Silp palermitano pronto a scomparire nel nulla dopo aver assolto al compitino. Oggi eccoci qui, più motivati che mai. Oggi scriveremo insieme una nuova pagina del Sindacato a Palermo. La storia di un Sindacato che rivendica nello spirito confederale la sua autonomia decisionale, che si riconosce cioè in una confederalità unitaria.

Palermo 26/09/2013

Leonardo RIZZUTO

lunedì 26 agosto 2013

Luci Blu nel cuore della notte


RICEVIAMO E ORGOGLIOSAMENTE PUBBLICHIAMO UNA LETTERA DI UN NOSTRO DIRIGENTE SINDACALE, UN POLIZIOTTO VERO..

"Metti che nel cuore di una notte come tante, un manipolo di poliziotti colga sul fatto due ladri perpetrando il loro ennesimo crimine a danno dell'ennesima ignara famiglia. Metti che i ladri provano a scappare ed i poliziotti li prendono lo stesso, rischiando anche di farsi male. Metti che la gente del quartiere, svegliata dalle lucine blu, di due auto bianche e blu, si affacciano, vedono che due ladri sono stati presi e spontaneamente inizia l'applauso. Metti che passano le ore, tra atti, fogli di carta che mancano, stampanti che non funzionano e comunicazioni varie che nonostante tutto avvengono lo stesso, mentre intanto si é fatto giorno e i poliziotti non hanno preso neanche un caffè, sono svegli da 24 ore ormai... Metti che arriva il momento, il poliziotto ha preso il ladro. Arriva la sentenza: Andare un giorno alla settimana a firmare un brogliaccio in un ufficio di polizia.. Passano le ore, i ladri sorridono, i poliziotti non si reggono più in piedi dalla stanchezza... I ladri sono praticamente liberi, i poliziotti devono ancora tornare in caserma e finire le loro scartoffie.. Un poliziotto guadagna 1350 euro al mese, il ladro fa capire che in ogni casa ne prende almeno 2000... Ma sapete una cosa? Non riusciamo a scoraggiarci. Forse domani notte loro saranno ancora in giro a tentare di commettere i loro crimini, ma adesso sanno che troveranno ancora sempre e comunque noi a metterci l'anima, il corpo e la vita stessa, per difendere ciò che non é nostro.. Figli di ogni opposizione e orfani di ogni governo, ma maledettamente orgogliosi di ciò che siamo.
Scusa, ho sonno, vorrei andare a dormire adesso.. Non voglio firmarmi, sono uno dei tanti.. in un giorno come tanti.."

G. Lombardo

sabato 6 luglio 2013

LETTERA APERTA A TUTTI I COLLEGHI:


VIA D'AMELIO 19 LUGLIO 2013
I POLIZIOTTI RICORDANO I POLIZIOTTI

Caro Collega,

Come ben sai tra qualche giorno ricorrerà la data del 19 luglio.
Non un semplice giorno per noi, ma una ricorrenza sacra.
Sangue innocente sparso da una esplosione devastante urla ancora da via D'Amelio.
Cinque di noi, hanno varcato le porte dell'eternità in un istante solo: Agostino Catalano, Emanuela Loi , Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Si chiamavano così, si chiamano ancora così.
Sono entrati nell'immortalità attraverso il ricordo imperituro che é rimasto nel cuore e nell'animo di tutti i poliziotti.
Non erano semplicemente "la scorta", come a voler racchiudere cinque universi in una dicitura senza profondità di storie. Cinque vite spezzate. Cinque strappi, cinque esistenze in frantumi. Cinque famiglie devastate, mogli vedove, figli orfani… erano, sono e saranno sempre i nostri eroi.
Per loro, per tutto questo e per tutto quello che diremo, quest'anno in via D'Amelio i poliziotti ricorderanno i poliziotti. il 19 LUGLIO IL SIAP SARÀ lì, TUTTO IL GIORNO, SILENZIOSA PRESENZA, davanti a quell'albero che odora di libertà.
Ci rivolgiamo a te perché porti cucita sulla pelle la loro stessa divisa, perché nelle tue vene scorre il sangue che reclama verità e giustizia per quei cinque ragazzi, per quei cinque sogni spezzati.
Non importa la tua qualifica, il tuo ruolo le tue varie appartenenze, ci importa solo che quel giorno stiamo insieme, perché oltre il ricordo, ciò che conta veramente é fare memoria e la memoria, quando é sana, unisce e non divide.
Il 19 luglio Ti spettiamo in via D’Amelio, esserci é e sarà un dovere di tutti!

Palermo 6 luglio 2013
SIAP PALERMO




Segreteria Provinciale SIAP Palermo, tel./fax 091/6569773

giovedì 4 luglio 2013

Via D'Amelio..



Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a morire in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Si chiamavano così, si chiamano ancora così. Sono entrati nell'immortalità attraverso il ricordo imperituro che é rimasto nel cuore e nell'animo di tutti i poliziotti. Non erano semplicemente "la scorta", come a voler racchiudere 5 universi in una dicitura senza profondità di storie. 
Cinque vite spezzate. Cinque strappi, cinque esistenze in frantumi. Cinque famiglie devastate, mogli vedove, figli orfani.. Erano sono e saranno sempre i nostri eroi. 
Per loro, per tutto questo e per tutto quello che diremo, quest'anno in via D'Amelio i poliziotti ricorderanno i poliziotti. il 19 LUGLIO SAREMO Li', TUTTO IL GIORNO, SILENZIOSA PRESENZA, davanti a quell'albero che odora di libertà. 
Vi spettiamo li', esserci é e sarà un dovere di tutti!
SIAP PALERMO

martedì 18 giugno 2013


VENTI DEL NORD
Titolo tratto da una soap opera francese

Soffiano forti i primi venti del Nord a Palermo. Scendono giù dalla Capitale e spazzano via molto di quello che era e portano via quel poco che rimane. Tempo pazzo direbbe lo sprovveduto presentatore delle notizie meteo.. tempo pazzo!! Acquazzoni capitolini, come acque dello Stige, cancellano impegni, memorie e qualche volta la buona volontà.
Ma che succede a Palermo in questi giorni di tempo pazzo? Cosa accade alla gestione dell'Ordine Pubblico e dei servizi di intelligence deputati al suo mantenimento? In questi giorni é davvero difficile comprenderlo.. Ma andiamo ai fatti:
Il signor Questore chiede (GIUSTAMENTE) la presenza di uomini della DIGOS per strada, perché con la loro risaputa capacità di interloquire con i manifestanti, con la loro opera di incessante e consapevole mediazione ed il bagaglio accumulato nel tempo, con lo spirito di sacrificio ed abnegazione, con la sempre puntuale e precisa presenza sugli scenari di crisi cittadina stemperano, evitano e quasi sempre eliminano le più pericolose situazioni di tensione sociale che possono sfociare in scontri aperti con le forze dell'ordine e danneggiamenti vari, sempre mettendoci la faccia e spesso rischiando in prima persona che il trascendere della collera e della disperazione della gente (anche questa legittima) non li travolgano e li espongano a rischio diretto della loro stessa incolumità.
Ma questo il Questore lo sa e tanto ne é la prova il fatto che la presenza della DIGOS viene richiesta e, possiamo dirlo senza ombra di smentita, apprezzata e pubblicamente lodata.
Ma a che prezzo? A costo zero? Peggio: con debiti, oneri e spettanze che neppure lui sa se e come questi verranno saldati. E qui speriamo davvero di essere smentiti.
Sull'intelligence di Palermo il Questore applica un taglio di 800 ore di straordinario. Ma non é un taglio su ciò che dovranno fare. Peggio, molto peggio: é un taglio abominevole ed inaccettabile di ciò che é stato invece già fatto! Quegli uomini potevano stare altrove e fare altro, erano lì Signor Questore, erano in piazza a fare ciò che la Questura chiedeva loro di fare. Li avete tenuti ore ed ore a subire soffrire e sentire di tutto e come vengono premiati? Così semplicemente privandoli di qualcosa che é già loro, del GIUSTO compenso per ciò che per sua volontà hanno fatto.

Non troviamo parole Signor Questore.

Sono questi gli strumenti che lei intende dare al Dirigente della DIGOS per fargli fronteggiare quelle emergenze che, frutto della crisi, potremmo trovarci a dover fronteggiare nei prossimi giorni e nei prossimi mesi??
Certo se nei prossimi mesi i venti romani dovessero indirizzare altrove i suoi pensieri, magari questi potrebbero non essere problemi suoi, ma vede Signor Questore, noi amiamo questa città, amiamo questa gente e difenderemo sempre i nostri colleghi. Gli uomini della DIGOS, i SUOI uomini della DIGOS, non hanno auto efficienti, le loro auto traballano, tremano, imbrattano i loro abiti con la fatiscente carrozzeria che stinge e si scioglie come cera al sole, senza aria condizionata. Spesso ricorrono a turni protratti nel tempo ( e LEI lo sa perché é lei a chiederne l'impegno) per coprire dei servizi di vitale e cruciale importanza per il vivere civile e l'Autorità Locale di P.S. E ci perdoni, non é mandando in O.P. gente specializzata e deputata a fare altro, anche in maniera sicuramente ottima e proficua, come ad esempio i colleghi della Squadra Mobile che si può tentare di risolvere in maniera raffazzonata questo gravoso problema. Questa é una gestione dell'O.P. che ci lascia molto perplessi.. troppo..
Ce lo dica Signor Questore, ce lo dica adesso: se risorse per la tutela e la salvaguardia dell'O.P. non ce ne saranno, se i colleghi che lei vorrà dispiegati in piazza sapranno che il loro lavoro non sarà adeguatamente retribuito, con quale spirito crede che saranno gestiti questi servizi?
Per il futuro le ribadiamo con forza che se ai colleghi non potrà essere garantito il GIUSTO pagamento per il servizio reso, questi non dovranno essere impiegati in servizio. Quel richiamo sordido e capzioso al “senso di responsabilità” che altro non era che un malcelato tentativo di avere la “botte piena e la moglie ubriaca” non ci può trovare d'accordo.
Ci arrivano segnalazione di “tagli mascherati” in alcuni Uffici della Questura…. A noi il compito di verificarli e di intervenire ad ALTRI quello di accordarsi sottobanco, magari con uno/due trasferimenti o con una turnazione compiacente: i colleghi sapranno giudicare!!!!!
Intanto il Reparto Prevenzione Crimine continua a fare il tappabuchi: tre turni consecutivi 19/01 sul turno in terza votato da tutti i sindacati, per fare posti di controllo (sic!)!!!!
Per il passato però questo non può bastare.. mesi di tagli e orette tagliate, rosicchiate qua e là ci impongono l'ennesima azione legale. Ne abbiamo già vinte 3 di cause contro l'Amministrazione, qualche volta anche contro qualche compiacente pseudo-sindacato, adesso caleremo il poker... Con o senza il vento del Nord...
Palermo 17/06/2013
La Segreteria Provinciale SIAP



Segreteria Provinciale SIAP Palermo, tel./fax 091/6569773

giovedì 4 aprile 2013

SOLIDARIETA' DI MATTEO



SEGRETERIA PROVINCIALE SIAP PALERMO

COMUNICATO STAMPA


La Segreteria Provinciale del Sindacato di Polizia SIAP di Palermo esprime la sua assoluta vicinanza e solidarietà in merito alla notizia che vede oggetto di vili e vigliacche minacce il magistrato Nino DI MATTEO.
Purtroppo ancora una volta si vuole colpire un uomo dell'antimafia, un servitore dello Stato, un PM che ha combattuto e combatte la mafia. La sua sensibilità, il suo impegno, la sua professionalità, la sua competenza, la sua coraggiosa esposizione ai rischi impongono una fortissima reazione e un grido di allarme di tutti i cittadini onesti.
Noi rappresentiamo una categoria di lavoratori che ogni giorno ha fatto e fa della lotta alla criminalità, in ogni sua forma, lo scopo e la ragione del suo sacrificio. Ma siamo, soprattutto, parte attiva ed integrante della società civile e intendiamo far sentire la nostra voce e il nostro impegno affinché il silenzio assordante non generi pericolosi isolamenti.
Il Segretario Generale
(Salvatore COMO)
Palermo 03/04/2013



Segreteria Provinciale SIAP Palermo, tel. e fax 091/6569773

Ed ora avanti..



Sono stati mesi di dure contrapposizioni: prese di posizione, dibattiti, raccolta firme, volantinaggi (anche sotto la pioggia), la gente comune che si é stretta attorno ad un Ufficio di Polizia che era nel tempo diventato più di un ufficio, era l'incarnazione di una speranza sempre più certezza: la mafia si doveva e poteva sconfiggere. Da Bologna ad Agrigento, da Milano a Siracusa, da Trapani a Stresa, da Piacenza a Roma, Rossella, Davide, Azzurra, Giggione, Rita Dalla Chiesa, Patrick, Pino, Riccardo.. (perdonateci se al momento ci sfugge qualcuno) tutti e tutti quelli che in questo momento non ricordo, l'Italia intera ha manifestato e difeso la Catturandi di Palermo.
Oggi, con il sacrificio e l'impegno di tutti, con la consapevolezza e il parziale ravvedimento di una posizione che non poteva che rispecchiare le esigenze di un intera Questura, una città, una nazione, oggi finalmente la notizia che tutti aspettavamo:
"I COLLEGHI SONO TORNATI ALLA CATTURANDI"!!
Oggi si sono ricostituiti i nuclei base che negli anni hanno fatto tanto e tanto ancora devono e possono fare per il bene di tutti. Eleviamo di cuore il nostro grazie a chi ci é stato vicino, rassicurando che il nostro impegno continua, più forti e decisi che mai, adesso sappiamo di non essere soli, sappiamo che la società civile sana é con noi.
A quei colleghi che sono sempre rimasti silenziosi nell'ombra rinnoviamo il nostro augurio di un buon lavoro attendendo fiduciosi i risultati che siamo sicuri arriveranno!
Seguiranno ulteriori comunicazioni...
SIAP Palermo

lunedì 26 novembre 2012

Giù le mani..


ALLARME: STANNO 

SMANTELLANDO LA 

“CATTURANDI” di PALERMO

Quando si crede di aver toccato il fondo, ci si accorge drammaticamente che si può cominciare a scavare. Credevamo di averle viste tutte alla Questura di Palermo. Accordi Nazionali e decentrati ripetutamente violati, colleghi umiliati e vessati con presunte storie di sicurezza (vedasi la storiella dei parcheggi), movimenti interni con improbabili logiche, risorse (Reperibilità, Cambi Turno, Straordinari…) distribuite a mo' di prebenda ed in maniera tale da causare disparità da ufficio a ufficio, anche se poi i servizi in cui erano occupati i colleghi erano uguali..
Tuttavia a questo proprio non potevamo arrivarci, a questa “soluzione finale” non credevamo in nessun modo di poterci arrivare: Questore e Dirigente della Mobile di Palermo iniziano a smantellare di fatto la CATTURANDI.
Già la mitica CATTURANDI, squadra formata da quegli uomini sulle cui fatiche e sacrifici si sono, anche, fondate le carriere e le fortune di molti Dirigenti (Capi della Polizia, Vice Capi, Questori, Dirigenti Generali e Superiori, Primi Dirigenti). Sarà un caso che lo smantellamento di questa squadra avvenga per mano del primo che non ci ha ricavato un ragno dal buco?
Abbiamo ancora vive le immagini festanti della parte sana della gioventù di Palermo adunatasi sotto la Squadra Mobile. Eravamo lì quando con cori da stadio i giovani, che credevano possibile e volevano una Palermo migliore, inneggiavano alla cattura di Provenzano, dei Lo Piccolo, di Pulizzi, Adamo, Nicchi, Raccuglia.. fino all'ultimo recente arresto in Venezuela di Bonomolo. Segno dei tempi che cambiavano, segno di un mondo in evoluzione di una Palermo ogni giorno più solare. Non era solo un reparto della Mobile da incardinare in un'ottica spartitoria di risorse e compiti, é stato ed é il segno che la mafia poteva essere sconfitta, che i suoi mostri sacri non erano intoccabili, che vincere era possibile, che IL SANGUE DEI TROPPI COLLEGHI CHE CI HANNO PRECEDUTO NON ERA STATO VERSATO INVANO. Sulle fredde scrivanie dei ragionieri delle ragioni dei conti e degli “straordinari” e delle “missioni” tutto ciò non é valso a nulla.
Tutti i Questori che si sono susseguiti a Palermo si sono recati presso la Squadra Mobile per lodare, incitare e festeggiare questa o quella impresa. Capo della Polizia e Ministri di turno andavano a rendere omaggio con tanto di suono del campanaccio e mefisto indossato. Dall'attuale Questore e dal Dirigente della Mobile neppure una telefonata per quegli stessi uomini destinati, obtorto collo, ad altri servizi, spostati da quell'Ufficio che era divenuto un altare su cui sacrificare tempo, salute, famiglia, feste.. tutto insomma! Neppure un tentativo di conciliare le posizioni. Emblema forse che i tempi cambiano e non sempre in bene! Come dire “ieri osannati, lodati e premiati, oggi, siccome non servite più in questa quantità, spostati e destinati ad altro”!
Certo ormai ci aspettiamo le probabili, ma improponibili, risposte: potrete dirci che quasi la metà di questi rimarranno a lavorare alla Catturandi, che non c'erano più latitanti (e Matteo Messina Denaro chi é? Un ladro di polli? ), che non c'erano risorse.. che comunque.. bla bla bla.. A meno che non si voglia sostenere che, poiché oggi non ci sono grandi latitanti di mafia, non c’è bisogno della Catturandi strutturata come è sempre stata e che a Palermo e in tutto il Distretto di Corte d’Appello non ce ne saranno in futuro, che, in una sola parola, “la mafia è stata sconfitta!”
Ma se così fosse allora il Questore di Palermo dovrebbe suggerire allo SCO di Roma ed al Capo della Polizia di cancellare, per Decreto, (perché così è stata istituita insieme ad altre poche “Sezioni Catturandi” di Squadre Mobili d’Italia) la “Catturandi” di Palermo, “Per Cessata Esigenza!”
Di fatto la CATTURANDI viene smembrata. L'affidabilità, l'esperienza, la professionalità, i sacrifici di alcuni dei suoi uomini e donne, proprio mentre si sta cercando ad un tiro di schioppo l'ultimo grande latitante, vengono destinate altrove. Si doveva aspettare ancora un attimo. Si deve dare la possibilità di chiudere il cerchio a quegli uomini che hanno avuto il gravissimo torto di essere stati troppo bravi, di avere arrestato tutti.
Perché Signor Questore questo non è più un problema sindacale riguardante l’assegnazione di nuovi incarichi al personale, né tanto meno una “semplice riorganizazione del lavoro o delle risorse”, o di spending review “de noiartri”.
NO!! questa è una questione che riguarda i mezzi per la lotta alla mafia e che quindi riguarda TUTTI I CITTADINI
Il SIAP di Palermo non arretrerà di un passo. Chi decide di uffici come questo decide delle speranze e delle aspettative della gente e la gente, la Società Civile deve sapere. Nessuna telefonata ambigua riuscirà a fermarci.
Sig. Questore come vede, questa volta, non si tratta solo di rispetto degli Accordi Sindacali Nazionali e Decentrati, disattesi e spesso vilipesi, non si tratta solo dell’ossequio delle “pari opportunità” che ci siamo tanto sciacquati la bocca in questi anni, ma che ancora una volta con la complicità di “maggioranze”non ha esitato a gettare alle ortiche, questa volta si tratta della mortificazione della dignità di uomini che a Palermo hanno fatto la storia della lotta alla mafia, hanno costruito la carriera di molti funzionari e costituiscono per il futuro il vero baluardo antimafia del nostro Paese.!!!
E noi, zitti zitti, quieti quieti, non abbiamo trovato di meglio che soffocarla in silenzio e nell’oblio generale!
No, sig. Questore di Palermo, questa volta l'ha fatta veramente grossa!!

Palermo 26/11/2012

LA SEGRETERIA PROVINCIALE SIAP




martedì 4 settembre 2012

Ticket to ride..



AL SIGNOR QUESTORE -S E D E -
OGGETTO: Criteri di attribuzione del beneficio della mensa obbligatoria.
Ill.mo Signor Questore,
I criteri di attribuzione del beneficio di cui all’oggetto, sono noti ai colleghi e ribaditi da specifiche circolari della Questura di Palermo anche a seguito da chiarimenti forniti dal superiore
Dipartimento.
Nell’interesse dei colleghi, pertanto le chiediamo una risposta scritta, che sgomberi il campo da dubbi e incertezze interpretative da parte dei funzionari e dirigenti degli Uffici da Lei dipendenti, che si stanno verificando nel territorio e che costituiscono motivo di diffuso malessere.
Le ricordiamo che tale beneficio è riconosciuto: “al personale impiegato in servizi di istituto, specificatamente tenuto a permanere sul luogo di servizio o che non può allontanarsene per il
tempo necessario per la consumazione dei pasti presso il proprio domicilio” (all’uopo si richiamano le circolari prot. Nr. 750/1.2.10/712 del 5 e 16 febbraio 2009).
Alla luce di ciò, è corretto sostenere che “…tutto il personale di cui al punto 1 sia messo in condizione di fruire dei pasti caldi, in regime di gratuità”?
Per il SIAP è corretto, e lo sosteniamo con forza e convinzione.
Perché, se così non fosse, significherebbe che l’Amministrazione comanda di servizio un poliziotto e non lo mette in condizione di soddisfare un bisogno di primaria importanza come quello del pasto.
Il Siap non sta richiedendo “benefit” che, in un momento di recessione economica del Paese, potrebbe costituire motivi di scandalo; semmai è vero il contrario, lo scandalo vero è lasciare a digiuno i poliziotti, comandati nei delicati servizi di istituto, con annessi e connessi nel campo
sanitario e psicologico.
Nel corso degli anni il buono vitto gratuito è stato integrato dal il c.d. ticket restaurant, allorquando l’Amministrazione non è stata in grado di soddisfare il diritto al beneficio della
mensa obbligatoria (Giuste circolari esplicative sopra citate).
Ciò ci sembra il minimo che l’Amministrazione debba fare.
Il SIAP pertanto Le chiede di voler dare le opportune direttive affinché il diritto alla mensa obbligatoria di servizio sia riconosciuta a tutti.
Le chiediamo infine, di sapere come l’Amministrazione intende regolarsi nei casi in cui la prosecuzione del servizio impedisce all’operatore di interromperlo per la fruizione del pasto (vedasi pedinamenti, intercettazioni, scorte, arresti, fermi, piantonamenti, accompagnamenti, testimonianze avanti all’A.G., staffette e così via dicendo….).
Palermo 3 Settembre 2012
LA SEGRETERIA PROVINCIALE