lunedì 4 agosto 2014

Tempo di dire basta!






Cari colleghi,

Come purtroppo sapete stiamo attraversando un periodo veramente difficile: molti di noi ormai da anni si vedono illegittimamente privati dei sacrosanti emolumenti maturati e contrattualmente garantiti. Assegno di funzione, avanzamenti di qualifica, scatti stipendiali di anzianità.. tutto bloccato da 4 schifosi anni. Contatto collettivo scaduto da 6 e non si ha ancora la più pallida idea di quando se ne potrà parlare. Dondoliamo da giorni tra promesse e smentite dell’ennesimo governo di cui siamo tristemente e colpevolmente orfani.

Non pago di questo il governo con un colpo di mano ci priva in maniera unilaterale anche di più dei 2/3 delle agibilità sindacali che servono, guarda caso, agli istituti di controllo.
BEH A QUESTO GIOCO AL MASSACRO NOI VOGLIAMO DIRE BASTA!

Abbiamo bisogno di voi, abbiamo bisogno di tutti. E’ tempo di far tremare i vetri dei palazzi di potere mal gestito che affanna e atterra quelle persone che piuttosto dovrebbe tutelare e difendere e, ovviamente, non parlo solo dei poliziotti.

Tutte le segreterie nazionali, ad eccezione della componente più corporativistica e politicizzata, hanno elaborato una strategia comune: il blocco delle contrattazioni. Dovevamo bloccare gli istituti di funzionamento, bloccare gli orari in deroga, mostrare al Ministero e all’Amministrazione stessa  che la Polizia di Stato di fatto si regge solo ed esclusivamente su quell’abusatissimo “senso di responsabilità” che dovrebbero metterci loro prima di chiederlo a noi! Paralizzare di fatto una amministrazione che a conti fatti non ha le risorse per garantire i servizi minimi.

Noi abbiamo sposato a pieno questa battaglia. Ci credevamo, ci crediamo e siamo parte di una struttura di cui per convinzione e dovere sindacale non possiamo non condividere la linea politica.
Palermo però ha dimostrato di essere debole nel suo complesso mondo sindacale. Sigle distanti a livello nazionale hanno qui trovato magiche intese che, se potevano starci prima, non hanno più senso adesso.. se non quello della spartizione di biada e ghiande.

Sono arrivati stranissimi rinvii e annullamenti di riunioni previste ai sensi dell’art 18 del vigente A.N.Q. , in barba ad ogni legge o regolamento, nel silenzio (migliore delle ipotesi), a sintomatica distanza una dall’altra. Volessimo credere alle coincidenze saremmo tentati di metterle in relazione con le parole dei segretari generali di queste sigle, a questo punto, antisindacali, che tentavano di trovare una “via d’uscita” a questo blocco della contrattazione che per “campanilismi o interessi di sottoscala di bottega” non condividevano a pieno.

NOI non ci stiamo e andiamo da soli. In queste ora stiamo inviando lettere di diffida a tutti i dirigenti che hanno spostato e annullato le riunioni. Leggi, regolamenti, note ministeriali e indirizzi parlano chiaro.

Il SIAP di Palermo sa benissimo di essere in questo momento un baluardo a difesa dei diritti collettivi di tutti i colleghi. Per questo vi chiediamo, a tutti individualmente, un forte sostegno. Noi abbiamo rotto gli indugi. Adesso aspettiamo voi! Il tempo dei “ma”, dei “se”, dei “vedremo” è finito.  

Palermo 02/08/2014       

LA SEGRETERIA PROVINCIALE SIAP

martedì 8 luglio 2014

Fare memoria..


REPARTO SCORTE 18 LUGLIO 2014
VIA D'AMELIO 19 LUGLIO 2014
ESSERCI É UN DOVERE DI TUTTI

Per un qualsiasi poliziotto il 19 luglio e il 23 maggio, così come purtroppo altre tantissime date, non sono ricorrenze comuni. Sono molto, molto di più. E' il momento in cui nessuno di noi riesce a sostenere lo sguardo ed il ricordo senza cedere a quel nodo in gola che ti stringe sempre più forte quanto più forte si fa il ricordo. E' una ricorrenza sacra: Sangue innocente sparso da una esplosione devastante urla ancora e sempre più forte da via D'Amelio. 
Abbiamo formalizzato al Questore di Palermo regolare richiesta di manifestazione. Abbiamo mandato una lettera aperta a tutti i poliziotti.
Cinque di noi, hanno varcato le porte dell'eternità in un istante solo: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Si chiamavano così, si chiamano ancora così.
Sono entrati nell'immortalità attraverso il ricordo imperituro che é rimasto nel cuore e nell'animo di tutti i poliziotti.
Non erano semplicemente "la scorta", come a voler racchiudere cinque universi in una dicitura senza profondità di storie: cinque vite spezzate. Cinque strappi, cinque esistenze in frantumi. Cinque famiglie devastate, mogli vedove, figli orfani…
Erano, sono e saranno sempre i nostri eroi.
Per loro, per tutto questo e per tutto quello che verrà, il prossimo 18 LUGLIO, alle ore 11:30 deporremo un mazzo di fiori assieme a ragazzi del mondo dell’associazionismo antimafia e ai familiari delle vittime, presso la lapide del Reparto Scorte di Palermo. L’indomani, anche quest'anno, in via D'Amelio i poliziotti ricorderanno i poliziotti. IL 19 LUGLIO IL SIAP SARÀ LI’, TUTTO IL GIORNO, SILENZIOSA PRESENZA, davanti a quell'albero che odora di libertà e speranza.
Ci siamo rivolti a tutti i poliziotti perché tutti portiamo cucita sulla pelle la stessa divisa di quei martiri laici, perché nelle vene di tutti scorre il sangue che reclama verità e giustizia per quei cinque ragazzi, per quei cinque sogni spezzati.
Non importa la qualifica, il ruolo, il grado le varie appartenenze, ci importa solo che quel giorno stiamo insieme, perché oltre il ricordo, ciò che conta veramente é fare memoria e la memoria, quando é sana, unisce e non divide.
Ci stringeremo attorno alla società civile di cui siamo fieramente parte, un abbraccio ideale vedrà poliziotti e cittadini diventare una cosa sola nella memoria comune, perché se c'è uno scellerato evento che proprio non possiamo permetterci, quello é che quel sangue possa essere stato versato invano.. non ci stiamo e non ci staremo, né ora, né mai!
Il 18 e 19 luglio, esserci é e sarà un dovere di tutti!

Palermo 08 luglio 2014


Segreteria Provinciale SIAP PALERMO

domenica 1 giugno 2014

Auguri Italia!


E' la festa della Repubblica. 
Per moltissimi, forse i più, sarà solo il modo per allungare un week end.. Diamo tutto per scontato. Non combattiamo più per nulla. E' come se tutto ci fosse dovuto, come se non dovessimo guadagnarci ogni giorno la preziosa libertà che il sangue di chi ci ha preceduto ci ha regalato. Ebbene no. Mentre noi ci rassegniamo al nulla, mentre aspettiamo che qualcuno faccia qualcosa, mentre dimentichiamo a che prezzo fu conquistata la nostra Repubblica, nell'ombra qualcuno se la porta via.
Se solo riuscissimo a ricordarcene sempre! Se solo riuscissimo a non dimenticare che tutto é dura conquista, giorno dopo giorno, e che il sangue che quella conquista ci é costato é troppo prezioso per essere dissipato nel nulla, allora avremmo un abbozzo di quella coscienza critica che ormai sembriamo aver perso, come turisti di una storia che non ci vede più protagonisti. Allora, se riscoprissimo il valore assoluto della partecipazione attiva alla vita sociale e politica della Nazione, considerandola davvero NOSTRA, forse ci sentiremmo più indignati a vederne far scempio da questo o quello.. Forse tutto sarebbe migliore se non demandassimo sempre "agli altri" ciò che é tutto a noi, per diritto e dovere assoluto!
Di certo vivremmo in un mondo migliore.
Vedremo sfilare le nostre Forze Armate domani, in via dei Fori Imperiali. Ebbene io vorrei una festa della Repubblica in cui a sfilare per le vie della Capitale e di ogni città, assieme ai nostri uomini in divisa, senza schieramenti marziali, ma tra cortei festosi, ci fossero tutte le parti portanti della nostra Repubblica: studenti, operai, commercianti, artigiani, insegnanti, medici, infermieri, ristoratori, camerieri.. insomma tutti, a festeggiare felici l'ennesima conquista dell'ennesima giornata di lotta: un mondo migliore!
Tanti vogliono mettere mano alla nostra Costituzione, culla e incubatrice della nostra ancor giovane Repubblica. Prima di cambiarla, vorrei che provassero a conoscerla davvero!
Vi lascio alle parole di Piero Calamandrei, pronunciate in un celeberrimo discorso ai giovani del '55 a Milano, vi stupirete nel sentirne l'attualità.
Auguri Italia, buona festa della Repubblica!
Luigi Lombardo Siap Palermo


Discorso di P. Calamandrei:
http://www.youtube.com/watch?v=XRTG9duEnww

mercoledì 21 maggio 2014

Capaci.. 22 anni dopo..

Giovani ragazzi, poco più che adolescenti, quando ancora l'aria della nostra bellissima terra bruciava di rabbia e sdegno, ci ritrovammo ipnoticamente davanti le mura della Questura. Non era più il tempo della paura. Ognuno di noi aveva un vissuto diverso, magari una aspettativa diversa, ma tutti avevamo impresse in maniera indelebile le immagini dei crateri di Capaci e Via D'Amelio.
Non poteva finire così. Non doveva finire così!
Avevamo mille modi per mostrare la rabbiosa voglia di riscossa della nostra terra, l'associazionismo, l'impegno quotidiano, l'informazione, la formazione.. noi scegliemmo la divisa.
Mai nessuno avrebbe anche solo minimamente potuto o dovuto pensare che quel sangue era stato versato in vano. Mai!
La corsa della "Quarto Savona 15" si interruppe lì, in quel tratto di autostrada stretto tra quei monti ed un mare bellissimo la sua corsa. Un'esplosione devastante, nessuno scampo per le auto investite.. Ma la Sicilia é sempre così, é luce fortissima quando invalicabile sembra l'ombra. La luce e la prorompente forza delle idee, dei sentimenti e del cuore immenso degli occupanti della Q.S. 15 trovarono nuove gambe, nuove braccia, nuovi cuori.
Giovani poliziotti, qualche anno dopo, varcando le soglie della nostra Questura, sentimmo indistintamente addosso il peso insostenibile di quella gravosissima eredità. Ci sentivamo non all'altezza, non degni di chi a quel prezzo aveva indossato quella divisa. Lapidi incise ovunque, ma scolpite al fuoco dentro ogni poliziotto che si possa definire tale!
Oggi quel sangue ha lavato quasi tutta la nostra Sicilia, quasi tutta l'Italia.. Gente viene in queste ora a Palermo per stringersi attorno a Giovanni, Francesca, Vito, Rocco e Antonino, ma soprattutto per urlare al mondo che l'onda di verità e giustizia sgorgata dal sangue di Capaci e Via D'Amelio ormai non si ferma più: travolgeremo tutto il malaffare e insieme, tutti, finalmente, potremo urlare che la Sicilia é LUCE!!!
Se ci sono ancora verità taciute, beh non lo resteranno a lungo. E' tempo di verità e giustizia..
Nel sangue dei martiri c'è il fiore di una speranza che da 22 anni soffia sull'Italia intera rendendola ogni giorno un posto migliore. dal sito di Capaci non spira più morte, ma vita e speranza..
La Quarto Savona 15 non si ferma più..
In memoria di tutti i caduti della Polizia di Stato..
Luigi Lombardo Siap Palermo


In ricordo di chi ha dato la vita per un mondo migliore..

mercoledì 23 aprile 2014

Scontri.. di Roma

Sugli scontri di Piazza..

Leggere l'intervista del Prefetto Pecoraro oggi mi ha colpito molto. Un Prefetto che dà un angolo diverso di lettura..
Ho visto e rivisto le immagini che in questi giorni stanno travolgendo i social network sulle tristissime vicende connesse agli scontri di piazza a Roma. Ancora una volta uomini e donne delle Polizia di Stato schierati anche e soprattutto a difesa del corteo dei manifestanti, ancora una volta migliaia di manifestanti pacifici che rappresentano problematiche assolutamente legittime e condivisibili da moltissimi poliziotti.. ma ahime ancora una volta imbecilli e delinquenti che non aspettano altro che scagliarsi contro le forze dell'ordine. Ma non amo e non userò più questa espressione, meglio far comprendere a tutti la realtà dei fatti: scagliarsi contro ragazzi, ragazze, uomini, donne, padri di famiglia, lavoratori con tratti scaduti, con tagli continui, con divise rappezzate a spese loro, per i quali si prevede il totale blocco di speranze di progressione di carriera, ma che studiano e cercano di migliorarsi lo stesso; uomini e donne che si spezzano le ossa e si lanciano tra le fiamme per salvare gente che non conoscono.. uomini e donne che nonostante tutto continuano ad esserci. Non esiste la dicitura "forze dell'ordine", esiste un piccolo universo di esseri umani che hanno le loro difficoltà, un lavoro che travolge l'intera loro esistenza, che gli impone di intervenire liberi dal servizio (pena la galera), che fanno con orgoglio e dignità per 1300 euro al mese. Ebbene quei delinquenti (perdonatemi ma non so come definire persone che portano spranghe di ferro, bombe carta, molotov e mazze chiodate ad un pacifica manifestazione!!), come sempre quasi impunemente, hanno sottoposto al solito bombardamento di insulti, offese, bombe carta, sputi, petardi, sprangate etc queste altre persone che invece lì c'erano perché obbligati dalla loro professione, obbligati da un ORDINE di servizio. Sono rimasti lì, come SEMPRE immobili a prendere di tutto addosso e, come sempre più spesso accade, magari con la rabbia di chi si sente aggredito da gente di cui condivide i motivi della protesta. Immobili mentre cercano di schivare sassaiole e bombe di varia natura e con i piedi provano ad allontanare fumogeni che rendono l'aria irrespirabile sotto quel casco e che rischiano di incendiare le loro vecchie divise.
Poi arriva l'ordine della carica.. Non c'è mai nulla di buono quando giovani in piazza arrivano allo scontro. Durante le fasi dello scontro in piazza, la scena che fa trasalire il mondo, sentire nel giusto anche esseri improponibili e giudicare una intera forza di Polizia.
Quel gesto é inaccettabile. Se ne venisse accertata la volontarietà pretenderei il giusto provvedimento. Da poliziotto, cittadino e responsabile di un sindacato di Polizia. Ma giusto significa "giusto". Ci sono troppe riflessioni da fare riguardo a questa vicenda per poterla liquidare con il solito stereotipo di affermazioni da una parte o dall'altra.
A questo gioco al massacro io decisamente non ci sto!! Da queste contrapposizioni tra manifestanti e Polizia ne escono tutti sconfitti, ne guadagna solo una parte della politica che mira ad acuire le divisioni sociali e separare tra di loro la gente che compone il tessuto della società civile.
L'ho detto, ridetto e urlato, anche in interviste televisive: I Poliziotti, a cui non é concesso di parlare in pubblico senza autorizzazione, a cui una candidatura costa un trasferimento d'ufficio così come non riuscire a pagare una rata del mutuo, sono parte della società civile e credetemi quanto dico che nel 90% dei casi (ad esser stretti) condividono le ragioni della protesta di chi gli sta davanti.
Purtroppo temo che considerarli dei burattini faccia comodo a tutti, ma proprio a tutti: davanti, dietro quella presunta barricata, e dietro le loro spalle dove la barricata c'è sempre più spesso!!
Contratti bloccati da anni e anni. Mezzi insufficienti, basti pensare che assistiamo a colleghi fermi in Caserma in attesa che arrivi l'equipaggio "smontante" per poter uscire in servizio. Divise rattoppate a proprie spese. L'ultimo contributo vestiario per chi espleta servizio in abiti civili saltato (quanto lo davano era di 100 euro annui!!!). Turn over inesistente. Programmi di addestramento professionale poco adatti alle esigenze contingenti dell'operatività e inadeguati. Giustizia, come di recente é accaduto, che si accanisce sugli uomini in divisa venendo meno il principio che "la legge é uguale per tutti". Sia chiaro chi sbaglia paga e deve pagare, nessuno pretende immunità, ma deve pagare il giusto..
E tutto per 1.300 euro al mese..
Mi faccio troppe domande a cui non voglio proprio rispondere sull'opportunità di certe affermazioni, in certi luoghi poi... mah..
Direi che decisamente non ci siamo. E forse la colpa é anche nostra, forse avremmo dovuto fare lo sforzo di assumere coscienza di essere categoria, di essere una parte della società civile e fa capire che i problemi della Polizia sono inevitabilmente problemi della intera società civile, forse avremmo dovuto moltiplicare gli sforzi e far capire a studenti, operai, medici, infermieri, insegnati, disoccupati, giovani, adulti anziani e bambini che la sicurezza é un bene imprescindibile della società e che se i poliziotti vanno in piazza a reclamare mezzi e risorse ci andavano e ci vanno anche per loro.. Io rifiuto e respingo fortemente l'arroccamento corporativista sulle problematiche connesse alla sicurezza, rifiuto la condanna e l'assoluzione "a priori" di qualsivoglia episodio, non voglio credere in una giustizia giusta, perché implicitamente dovrei ammetterne l'esistenza di una sbagliata, voglio credere che esista la giustizia come idea e questo impedirebbe a tutti, da qualunque parte la critica del giudizio, qualunque esso sia.
Forse siamo ancora in tempo. Forse non é stato tutto perso. Gli errori sono sempre errori, ma possono essere uno stimolo a migliorare e migliorarsi, solo così riusciremo a trovare un senso a ciò che senso non sembra avere.
La società civile é formata da tutti.. non esiste se alcuni settori ne sono considerati parte integrante e altri no. Una nazione in cui non esiste l'idea, il concetto di società civile é una nazione morta.
Ultima nota a parte, mi sia perdonata: se quella bomba carta avesse portato via un occhio, uno zigomo, un orecchio ad un ragazzo di 20 anni in divisa, se cioé avesse raggiunto il suo obiettivo, che non era colpire un immobile, ma una ragazza, una donna, un ragazzo, un padre di famiglia che indossa la divisa e non arriva fine mese, un uomo che, sebbene massacrato e stanco da anni di tradimenti e soprusi professionali e umani da parte di ogni governo di ogni colore , continua a fare il suo lavoro a rischio della vita.. allora in quel caso sarebbe stato giusto? Dispiace vedere scene di dolore di chi si ritrova la mano spappolata, ma ancora di più mi dispiace che ci siano delinquenti che vadano in piazza per ferire e uccidere gente che, molto più spesso di quanto si possa credere, condivide la ragione delle loro proteste.
Vi prego, non chiamatelo poverino..
Perché, credetemi, in questi frangenti le vittime innocenti sono gli uomini in blu.. i veri nuovi ultimi..
                                                                                       Luigi Lombardo
                                                                                         Segretario Provinciale SIAP Palermo


Segreteria Provinciale SIAP Palermo, tel./fax 091/6569773 

giovedì 16 gennaio 2014

Documento Direttivo



DOCUMENTO FINALE
Il Direttivo Provinciale del SIAP di PALERMO, riunito a Palermo il 14 gennaio 2014

APPROVA
La relazione e le conclusioni del Segretario Generale Salvatore COMO
APPROVA
all’unanimità, il bilancio consuntivo 2013 e preventivo 2014
APPROVA
La nuova composizione degli organismi statutari provinciali votati all’unanimità, che tiene conto dei nuovi innesti, e delle nuove e accresciute esigenze della Struttura.
ESPRIME
Apprezzamento e fermo e condiviso sostegno per le recenti pubbliche prese di posizione della Segreteria Provinciale sui seguenti temi:

1)    Il sostegno alla magistratura palermitana in questo momento di recrudescenza del fenomeno dell’intimidazione mafiosa, che prevederà momenti di pubblico incontro con esponenti della stessa e partecipazione a fianco della società civile;
2)    L’inaccettabile vicenda connessa al bando del c.d. “concorsone”, che in materia di prospettive di carriera e legittime aspirazioni dei poliziotti di tutte le classi di poliziotti a partire da 20 anni a questa parte e delle classi future si è dimostrato altamente penalizzante e mortificante;
3)    La tutela dei diritti inalienabili dei colleghi, per primi quelli legati alla necessità di prestare servizio su mezzi adeguati al servizio da svolgere, in tal senso CONDIVIDE E SOSTIENE la pubblica presa di posizione della segreteria provinciale sulle pagine del quotidiano nazionale “La Repubblica”, sulle carenze dell’ufficio scorte e della Squadra Mobile della Questura di Palermo;
PREANNUNCIA
Nuove iniziative per la diffusione della cultura della legalità, in linea con quelle già intraprese nel corso della storia della segreteria provinciale;
RITIENE
Preoccupanti e non ulteriormente sostenibili le attuali condizioni dei lavoratori di Polizia, a cui da più di 4 anni vedono bloccati gli avanzamenti automatici stipendiali (avanzamento di qualifiche e assegno di funzione) e per cui non si intravede al momento possibilità di sblocco, nonché del contratto ormai fermo da anni e in relazione al quale si comincia a ventilare la perdita della voce perequativa della indennità di vacanza contrattuale. Ritiene ormai imprescindibile la necessità di individuare strumenti che garantiscano una immediata risposta nel tentativo di interrompere questa incresciosa situazione;

ESPRIME
Forte perplessità sulla bozza di riordino delle carriere che in data odierna è stata posta all’attenzione degli organismi nazionali, che ancora una volta appare decisamente penalizzante delle legittime aspettative di progressione di carriera degli appartenenti ai ruoli di non direttivi e dirigenziali, che invece sembrano essere i reali destinatari dell’ennesimo riordino ad hoc.
CONSIDERA
Necessaria la rivisitazione di un anacronistico sistema di regolamentazione della disciplina e pertanto del DPR 737/81.
IMPEGNA
La segreteria provinciale a proseguire nella lotta che riguarda la vicenda del concorsone-truffa, anche con azioni legali, volte a bloccare questo scempio di aspettative e speranze, sollecitando nuove forme di progressione di carriera che possano tenere conto anche del bagaglio culturale personale di ogni dipendente e che diano almeno una possibilità a tutti i partecipanti.
IMPEGNA
La Segreteria Provinciale promuovere una manifestazione a tema “accettiamo di morire in servizio non accettiamo di morire di indifferenza”.
DA MANDATO
Alla Segreteria Provinciale di rappresentare tutte le esigenze fin qui enucleate, in tutte le sedi possibili;
ESPRIME
Infine, ferma restando la soddisfazione per i risultati del proselitismo che fanno al 31 dicembre 2013 del il SIAP una delle maggiori organizzazioni sindacali largamente rappresentative nella Provincia di Palermo, la necessità di attivare ogni idonea iniziativa per rafforzare la rappresentanza dell’Organizzazione anche in funzione degli sforzi operati e dei risultati conseguiti, non come mera crescita numerica, ma come un vero e proprio inizio di un cammino sociale e culturale finalizzato a mantenere ed accrescere la dignità dei servitori dello Stato che nonostante tutto credono e amano lo Stato!

APPROVATO ALL’UNANIMITA’
Palermo 14/01/2014


IL DIRETTIVO PROVINCIALE

venerdì 20 dicembre 2013

NO AL "CONCORSONE"!! Senza "SE" e senza "MA" ! !

ACCESSO ALLA QUALIFICA INIZIALE DEL RUOLO DEI SOVRINTENDENTI DELLA POLIZIA DI STATO:
“CONCORSONE” O SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE: QUESTO IL DILEMMA!
SIULP e SAP minacciano querela
Colleghi,
L’ultima legge di riforma vera della Polizia di Stato fu la legge 121/81. Tante le novità: la smilitarizzazione, le donne, il sindacato, gli ispettori (il fiore all’occhiello)… l’impalcatura del ruolo dei Questori e dei Prefetti… I funzionari e gli ufficiali stentavano ad amalgamarsi, ma si respirava un’aria nuova, di aspettativa, di modernità, l’Italia sembrava fortemente proiettata nella modernità democratica, in un cammino che sembrava oramai inarrestabile.
Sono passati più di trent’anni e ci siamo accontentai dell’impalcatura dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, senza avere il coraggio di ammettere che già da tempo occorreva intervenire energicamente, per cogliere tutte le opportunità che i progressi tecnologici e scientifici nel frattempo ci offrivano.
Di pari passo le aspettative di progressione dei poliziotti venivano disattese: quale meritocrazia, quale valorizzazione delle risorse interne…., delle capacità dei giovani, alimentare le loro speranze e le loro illusioni. Il sogno spezzato: entrare da Agente ed aspirare a diventare il Capo della Polizia!!!
Invece si è preferito schiacciare, contenere, gerarchizzare, creare nuove qualifiche per poi abolirle, insomma un nuovo gioco dell’oca. Dopo più di trent’anni non si capisce perché coesistono due ruoli di sottufficiali (Ispettori e Sovrintendenti) perché è stato approvato un ruolo speciale ( ancora oggi vuoto) e il significato del ruolo Assistenti. Vi chiediamo c’è bisogno di rivedere qualcosa? Come mai anche i colleghi dipendenti dalla Prefettura (stesso Ministero hanno proceduto ad inquadramenti di carriera creando spesso sperequazioni di funzioni?) E che dire dei nostri funzionari, alcune dei quali vanno in pensione da V. Questore Aggiunto rispetto alla carriera dei colleghi prefettizi?
Certo oggi il problema è sopravvivere, la crisi economica si sta trasformando in crisi sociale… ma noi Uomini delle Istituzioni, dobbiamo avere fiducia, fare il nostro dovere fino in fondo e trasformare questo difficile momento in un’opportunità per i nostri colleghi, per i nostri giovani capaci e volenterosi.
Nel 2014 andranno in pensione i primi colleghi con il sistema contributivo (misto): gli abbiamo tolto il retributivo, non gli abbiamo dato la possibilità della Previdenza Complementare, che pure era prevista da una legge dello Stato; oggi questi colleghi vivono nell’incertezza del domani, non sanno l’ammontare della loro pensione: sarebbe giusto che i nostri governanti intervenissero con una norma di galleggiamento economico? Perché dobbiamo pagare per tutta la vita, sia in servizio che in pensione semplicemente perché tanti emolumenti (in atto sospesi) non fanno parte tecnicamente dello stipendio, ma sono inseriti nella voce accessorie?
Tutto ciò crea uno stato di malessere diffuso tra noi.
Premessa culturale indispensabile se vogliamo comprendere e interpretare il nostro ruolo di Sindacalista dei poliziotti e fare in modo che il collega faccia una scelta sindacale sui programmi messe in atto e sulle idee manifestate pubblicamente.
Veniamo ora allo scempio che si sta consumando in questi giorni nel nostro Comparto e parliamo dell'infame concorsone che massacrano le aspettative di progressione di carriera di tutte le classi di poliziotti entrati in servizio negli ultimi 20/25 anni.
La naturale ed auspicabile progressione di carriera dal basso, per il ruolo dei Sovrintendenti, è diventata un problema che ha messo a nudo l’incapacità organizzativa di chi, pur deputato a rendere concreta tale crescita professionale, ha operato o meglio sarebbe scrivere non ha operato per niente.
Il risultato di tale inerzia è l’enorme vacatio che è stata creata nel ruolo dei sovrintendenti di circa 7597 posti, che ha determinato l’orientamento di bandire entro il corrente anno un maxi-concorso per la copertura dei posti de quo.
Tali posti a concorso sono ripartiti secondo le vacanze organiche nelle singole annualità nell’arco temporale 2004 - 2012 compresi, in ossequio delle percentuali del 60% destinato esclusivamente agli Assistenti Capo (4599 posti) e 40% destinato al personale del ruolo Agenti e Assistenti con almeno 4 anni di servizio all’annualità di riferimento (2998 posti), (percentuali del 70% e 30% per il solo 2004).
Spieghiamo nel dettaglio: come tutti sapete il concorso per l'accesso alla qualifica di vice sovrintendente fin qui é stato basato su un sistema che contemplava criteri di valutazione basati su esami scritti e la valutazione di titoli. Ciò, da sempre, ha consentito a chiunque voleva e poteva impegnarsi di poter progredire in termini di carriera e di incarichi, tenendo conto delle professionalità acquisite. Per motivi svariati questi concorsi, che avrebbero dovuto avere cadenza annuale, a partire dal 2003 si sono di fatto paralizzati, generando la situazione attuale che vede un ammanco abominevole nel ruolo di circa 8000 unità. Come sempre accade in questi casi una mattina qualcuno si sveglia e decide che è tempo ci correre ai ripari. E' necessario sanare il vuoto al più presto, non oltre la fine del 2013. Nel frattempo si svolgono 2 concorsi basati sulle carenze di posti del 2002 e del 2003. Quindi i posti messi a concorso sono assolutamente insufficienti e inadeguati, parliamo, infatti, di circa 500 posti contro le quasi 8000 vacanze.
Questi concorsi tuttavia generano circa 7900 idonei. Inoltre, come più volte da NOI ricordato, diverse leggi, non ultimo il DPR sulla PA del 26 agosto 2013 impongono "procedure semplificate" e l'impossibilità di bandire nuovi concorsi se sussistono in corso di validità vecchie graduatorie aperte. Dunque 8000 posti da colmare, 8000 idonei, gente che comunque qualcosa ha studiato, si é impegnata, ha gareggiato e superato un concorso, in possesso di tutti i requisiti. Basterebbe fare 1 + 1.. invece no. L'Amministrazione, in barba ad ogni regola di buon senso e risparmio economico, ha deciso, di indire un maxi concorso per "soli titoli", in cui la sola anzianità avrebbe la posizione di predominanza, senza alcuna prova, scritta o orale, volta a testare il livello di preparazione e cultura generale dei candidati a concorso. Ma c'è di più.. e di peggio: non tutti possono partecipare, ma solo i più anziani in assoluto, e quindi i primi 16.000 nel ruolino degli oltre 55.000 agenti e assistenti del ruolo. Gente che, venendo promossa, in virtù di un meccanismo di avanzamento stipendiale ancorato al vecchio sistema pensionistico, paradossalmente, venendo promossi perderebbe qual cosina dallo stipendio, passando da uno stipendio apicale (anche se inferiore) ad un livello iniziale superiore.
Aggiungiamo la beffa, sono passati 2 anni da quando é stato bandito l'ultimo concorso (quello da cui scaturiscono i 7900 idonei) e ancora non hanno finito di valutare la posizione dei titoli degli idonei, come si pensa in pochi giorni di valutare i titoli di 45.000 aspiranti che, divisi in 10 annualità, genererebbero un totale di 450.000 posizioni da analizzare? Misteri.. dopo vedremo di svelare qualcosa…
Bandire un nuovo concorso avrà un costo di circa 25.000.000,00 (venticinque milioni) di euro. Come si può tollerare una spesa, uno sperpero inutile come è possibile ciò se poi assistiamo quotidianamente a uomini dello Stato che vanno in servizio senza mezzi e spesso senza indumenti????
I POSTI SI POSSONO COLMARE SUBITO E A COSTO ZERO!! Basta SCORRERE LE GRADUATORIE.
C'è di più, in province come la nostra il numero degli idonei totali é inferiore al numero richiesto.
La Segreteria SIAP di Napoli, in un recente documento, fatto proprio dal SIAP NAZIONALE, ha fatto un’elencazione minuziosa di dati che chiunque li legga e li confronta con i continui concorsi banditi annualmente dalle altre forze di polizia non può che esclamare: incredibile! Ai “maghi” del ritardo e delle non decisioni il fato sembrava aver lanciato una scialuppa di salvataggio allorquando l’ordinamento giuridico si arricchiva di una norma primaria intesa ad assicurare la reale funzionalità della Polizia di Stato, consentendo il ricorso a procedure e modalità concorsuali semplificate per realizzare una rapida copertura delle rilevanti carenze di organico del ruolo dei sovrintendenti.
Tale assunto giuridico-normativo connesso alla limitazione nelle assunzioni della Polizia di Stato, confermava quanto da noi sostenuto e cioè un unico significato logico: lo scorrimento delle graduatorie!!!
E invece?
La 1° Commissione Parlamentare Affari Costituzionali esamina alcuni emendamenti che andavano nella direzione richieste dalla categoria e da NOI auspicate, li valuta positivamente ma la Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati li respinge tutti, tranne uno: L'emendamento alla legge di stabilità n° 1.3412. E' un emendamento molto forte, reca spiegazioni e tecnicismi, i parlamentari del PD, sostenitore del concorsone, non riescono a bocciarlo, troppo ben strutturato l'emendamento.!!!!!
Perché la Commissione Bilancio e gli Onorevoli Deputati che la componevano non accoglievano le richieste di un’intera categoria?
A tarda notte il colpo di scena: la Commissione sentenziava che l'emendamento Sovrintendenti di Polizia veniva "respinto per l'aula". In altri termini ciò significava che era posto per il voto della Camera.
E’ lecito pensare che fosse stato mandato nelle sabbie mobili?
Ci chiediamo come mai?


Per capire meglio seguiamo l’intervento (riportiamo solo uno stralcio) del Deputato DALILA NESCI (gruppo del MoVimento 5 Stelle. Chi vuole può leggere per intero l’intervento collegandosi http://www.dalilanesci.it/?p=1024)

“……….. nel ruolo dei sovrintendenti della Polizia di Stato, c’è un vuoto di organico di circa ottomila persone. Si tratta di ufficiali di polizia giudiziaria indispensabili per il contrasto dell'illegalità e della criminalità. E per coprire questi ottomila posti vacanti nel ruolo di sovrintendente, il Ministero dell'interno cosa fa ? Ha predisposto un maxi concorso al quale parteciperanno circa 50 mila candidati. E l'apposita commissione dovrà valutare più o meno 450 mila posizioni. Il Consiglio di Stato ha già espresso forti perplessità sulla speditezza della procedura. Ancora, l'ultima graduatoria di 7.828 idonei ha richiesto ben quattordici mesi per la valutazione dei soli titoli. Secondo un'agevole stima servirebbero cinque anni per completare l'esame delle 450 mila posizioni del maxiconcorso. Capiamo subito, quindi, che questo concorsone non servirà a coprire velocemente i posti vacanti, anzi nel giro di qualche anno produrrà un nuovo buco di organico per anzianità dei collocati. Ancora, il concorso farà spendere allo Stato e, dunque, ai contribuenti, a noi cittadini, circa 24 milioni di euro, cifra che il Ministero dell'interno non ha mai smentito, neppure in sede di interpellanza. Proprio adesso che si chiedono enormi sacrifici agli italiani, il Governo e il Parlamento stanno legittimando questo spreco. Il Partito Democratico, come direbbe Gaber, ha mantenuto una schifosa ambiguità.
Alla fine ha ceduto a pressioni del SIULP e del SAP, evidentemente interessati al concorsone. In particolare, i colleghi deputati del PD Fiano e Rosato hanno assicurato per giorni il sostegno all'emendamento sulle graduatorie perché ne condividevano il contenuto, poi, però, si sono piegati quando hanno ricevuto precise richieste dall'alto.
C'era un rimedio, c’è ancora un rimedio per ridare dignità a questi sovrintendenti ed è molto semplice. È il nostro emendamento, basta votarlo. Prevede che il Ministero dell'interno sia autorizzato a procedere con scorrimento delle graduatorie valide. Tra l'altro, poiché il nostro emendamento – badate bene – non contempla un obbligo giuridico in capo al Ministero dell'interno, esso può costituire un valido appiglio proprio per la copertura dei posti vacanti. Ebbene, qui si è perduto il senso delle cose, si è perduta la responsabilità e la coscienza…. ”.


Cosa rispondono il SIULP ed il SAP chiamati in causa?






Felice ROMANO Segretario Generale del SIULP, e Nicola Tanzi Segretario Generale del SAP, in una nota nella quale, commentando l’intervento dell’Onorevole Nesci svolto ieri in aula alla Camera sullo scorrimento delle graduatorie per il concorso da Vice Sovrintendente, danno notizia che “denunceranno la predetta Onorevole per le frasi diffamatorie relative alle sue affermazioni circa le presunti pressioni esercitate da SIULP e SAP nei confronti degli onorevoli Fiano e Rosato del PD per far esprimere loro un voto contrario all’emendamento presentato dal Movimento Cinque Stelle circa lo scorrimento della graduatoria del citato concorso.
Affermare che il maxi concorso l’hanno voluto SIULP e SAP e che gli stessi abbiano esercitato pressioni sui parlamentari del PD, oltre ad essere falso, offende, diffamandola, la nostra dignità di onesti e leali servitori dello Stato.
Il maxi concorso, per il quale il Consiglio di Stato ha dato l’ok affinché fosse bandito, anche perché comporta un risparmio di circa 10 milioni di euro, a differenza da quanto affermato in modo infondato dall’Onorevole Nesci, è stato voluto dal Dipartimento della P.S. quale strumento per colmare, nel giro di tre, quattro anni al massimo, i vuoti di organico presenti nel ruolo dei Sovrintendenti, proprio per dare maggiore impulso alla lotta alla criminalità.
SIULP e SAP, come tutti gli altri sindacati, pur non ritenendo questa procedura sicuramente una risposta esaustiva per azzerare i ritardi nel concorso, l’hanno considerato comunque un rimedio straordinario al grave ritardo che si è accumulato grazie all’attuale procedura.
Ecco perché affermare che SIULP e SAP abbiano voluto questo concorso è infondato e offensivo all’integrità dell’azione del sindacato.
Il maxi concorso, che salvaguarda l’annualità della decorrenza della promozione, evitando così gravissimi danni all’avanzamento in carriera dei poliziotti, come avveniva in passato e sino al 2000, ha modificato –riducendoli drasticamente – anche i titoli utili alla valutazione, proprio per evitare – come successo anche con l’ultimo concorso appena concluso – che il lavoro di valutazione durasse anni e anni”.
A questo punto, fuori dalla vicenda polemica che intercorre tra l'On. NESCI e i due sindacati, una cosa é palesemente evidente, e per loro stessa ammissione: SIULP E SAP ritengono il CONCORSONE L'UNICA VIA PERCORRIBILE.
A tutti i sostenitori del concorsone, anche se fosse voluto dal Dipartimento rispondiamo: allora il SINDACATO che ci sta a fare???
Il SIAP non si tira indietro: Continueremo la battaglia in tutte le sedi possibili.
Noi abbiamo speso e spenderemo ancora e ancora ogni possibile energia per bloccare questa ennesima bestialità, tuttavia abbiamo il dovere di dedicare un pensiero anche a coloro che sono iscritti a quelle sigle sindacali che per mesi e mesi hanno teorizzato e sostenuto il "concorsone": oggi questi sono stati inconsapevoli complici, con la loro adesione, dello sfacelo che é avvenuto. Qualcuno se ne sta andando in giro a cercare presunte responsabilità in altre OO.SS. Oggi anche questi miserrimi sono vittime di questa assurda vicenda e, come colpiti da contrappasso dantesco, cercano di espiare i loro sensi di colpa tentando di coinvolgere tutti in questa turpe vicenda: Beh non siamo della stessa pasta! Le nostre idee sono sempre state pubbliche e chiare. Abbiamo giocato la partita (e continuiamo a giocarla) con le armi che abbiamo mettendoci cuore e anima, INVITIAMO TUTTI A SCORRERE IL NOSTRO SITO E QUELLO DELLE ALTRE OO.SS., potremmo chiamare a testimoniare quadri sindacali di altre organizzazioni sindacali che in questi giorni hanno avuto NOI del SIAP come unico riferimento, tra i sindacati rappresentativi, nel tentativo di scorrere la graduatoria. CONTRO LO SCORRIMENTO, SEMPRE E COMUNQUE, lo ha detto anche il nostro Segretario Nazionale di riferimento, passando da Palermo.Si assumano altri le responsabilità di ciò che é accaduto, mentre i loro sindacati se ne assumeranno i meriti… ci dispiace per loro, ma sanno benissimo che fare se vogliono vivere con coerenza le loro idee. Iscrivetevi al SIAP, dateci sostegno, fiducia e se condividete le nostre battaglie scegliete chi ha fatto e farà. Lottiamo ancora, insieme.. come sempre.. siamo il SIAP..
Palermo 18/12/2013

La Segreteria Provinciale SIAP
Segreteria Provinciale SIAP Palermo, tel./fax 091/6569773